Costa d’Avorio: Gbagbo tratta la resa. Francia e Onu attaccano le basi militari

L’assedio di Abidjan, i raid francesi e dell’Onu sulla base militare di Agban, la denuncia da parte delle Nazioni Unite per una situazione umanitaria diventata drammatica. Ed ora anche le voci di trattative per deporre le armi. Gli ultimi giorni per Laurent Gbagbo sono stati un crescendo di tensioni e di assedi che potrebbero presto raggiungere l’obiettivo di spodestarlo da quella presidenza conquistata a Novembre scorso grazie ad una pronuncia del Consiglio Costituzionale (da lui controllato) che ha ribaltato il risultato elettorale in sfavore del suo avversario Alassane Ouattara.

Mentre i fedeli di Ouattara proseguono il loro assedio nella capitale, anche Francia ed Onu sono stati costretti ad attaccare le milizie governative. Intervento che, come ha precisato il segretario generale Ban Ki Moon, si è reso necessario a seguito di un attacco sferrato dai militari di Gbagbo ai danni delle forze Onu, provocando undici feriti fra i caschi blu. Sempre il Segretario delle Nazioni Unite ha puntualizzato che i raid aerei sono effettuati al fine di proteggere i civili. Così, mentre ieri gli elicotteri francesi colpivano la base di Agban, due elicotteri MI 24 della Unoci (la missione Onu in Costa d’Avorio) hanno sparato sulla base militare di Alouedo, che ospita tre battaglioni dell’esercito di Gbagbo. Fuoco anche sul Palazzo presidenziale e sulla residenza del Presidente uscente.

Intanto sulla situazione nella capitale è arrivata la denuncia da parte degli Affari Umanitari dell’Onu, che parlano di una situazione “assolutamente drammatica”. “Ci sono esplosioni continue in tutta la città. – attacca la portavoce Elisabeth Byrs. – La maggioranza degli ospedali non sta più lavorando, mancano di ossigeno. I servizi pubblici non funzionano più per cui ci sono decine di cadaveri nelle strade che nessuno raccoglie.

Una situazione che per il Presidente Gbagbo si fa sempre più complessa, ma soprattutto si condisce di voci che parlano della sua volontà di lasciare il potere. A riferirlo è stato Ally Coulibay, ambasciatore in Francia nominato da Alassane Ouattara, il quale ha dichiarato a Radio France International che Laurent Gbagbo “starebbe negoziando la sua resa. Sta negoziando le modalità con le quali consegnarsi.” Gbagbo resiste, “non prevede al momento di arrendersi”, replica a France Press Ahoua Don Mello, portavoce del Presidente ivoriano.

Cristiano Marti