Enrico Letta: sì alla piazza, ma non sia un boomerang

Ammantato della solita prudenza politica, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ha rilasciato oggi un’intervista a La Repubblica, nella quale ha confermato la sua partecipazione alla manifestazione che si svolgerà oggi a Roma per dire ‘basta’ a molte iniziative annunciate dal governo Berlusconi. Come la riforma della giustizia, che ha suscitato reazioni stizzite fuori e dentro il Parlamento, tanto da spingere alcuni esponenti politici a credere che soltanto l‘unione con la piazza potrà alla fine portare alla risoluzione della difficile questione. “C’è bisogno di un impegno straordinario nel Paese, in Parlamento e nelle piazze – ha ammesso l’esponente del Pd – Ma attenti a non fare autogol“.

La cautela sulla piazza – Sarà perché lo zio Gianni (infaticabile e fidatissimo consigliere del premier) rappresenta per lui un modello irrinunciabile, ma il democratico Enrico Letta, anche quando pare sostenere con convinzione una causa, non riesce  proprio a “deragliare” verso l’intransigenza politica. Lontano anni luce dallo stile dipietrista, il vice di Pier Luigi Bersani ha sempre dimostrato grande self control e una innata propensione alla diplomazia. Quasi un “marchio” di famiglia. Interpellato oggi da La Repubblica, Letta jr ha dato ancora una volta prova del suo “britannico” contenimento quando ha detto la sua sulle manifestazioni che da oggi pomeriggio porteranno in piazza molti italiani insoddisfatti. “La situazione è così grave – ha esordito il vicesegretario del Pd – che c’è bisogno di un impegno straordinario nel Paese, in Parlamento e nelle piazze. Ma attenti a non fare autogol, a non commettere errori come il lancio di monetine mercoledì contro La Russa davanti Montecitorio. Se ci fosse qualunque incidente – ha sottolineato Enrico Letta – sarebbe un boomerang. Tutti coloro che organizzano e parteciperanno alle manifestazioni vogliono il buon esito di queste iniziative. Non bisogna fare autogol quindi – ha rimarcato il prudente democratico – ci vuole il doppio di attenzione”.

Maria Saporito