Proteste contro immigrazione: vandali danneggiano ospedale a Calambrone, nel pisano

L’attacco dei vandali. Nel corso della notte alcuni vandali sono penetrati all’interno dell’ex ospedale ortopedico di Calabrone (Pisa), dove hanno provocato diversi danni tentando – per fortuna senza riuscirci – anche di accendere un rogo. La struttura era stata scelta nei giorni passati come centro di accoglienza per circa 100 immigrati trasferiti in Toscana direttamente dall’isola di Lampedusa e diretti, a piccoli gruppi, anche verso altri centri regionali. L’azienda ospedaliera pisana ha annunciato questa mattina di aver denunciato alle forze dell’ordine l’atto vandalico. Si ritiene che a provocare i danni sarebbero stati proprio alcuni dei soggetti che ieri manifestavano, fuori dall’ospedale, contro l’arrivo degli immigrati.

Migliaia di euro di danni. Il comunicato emesso dall’azienda recita: “Questa notte la struttura dell’ex ospedale di Calambrone di proprietà dell’Aoup è stata danneggiata da vandali. E’ stato perforato con il trapano il serbatoio dell’autoclave nuova installata ieri ed è stato anche asportato il quadro di comando, anch’esso nuovo di zecca. Hanno inoltre rotto un vaso d’espansione e tranciato, presumibilmente con un seghetto, 3-4 tubazioni nuove di adduzione dell’acqua. Nel corso del raid vandalico sono stati rotti 3-4 lavandini e asportati tubazioni d’acqua e scarichi. Sono state”, continua la nota, “inoltre imbrattate con delle scritte un paio di pareti interne e, in un corridoio al I piano, è stato notato un principio d’incendio, fortunatamente non sviluppatosi. Da una prima stima approssimativa i danni ammonterebbero a diverse migliaia di euro, senza considerare il fatto che è stato vanificato buona parte del lavoro svolto in questi giorni dalle squadre degli operai per rendere la struttura agibile”. L’azienda ha sporto formale denuncia. Quando si assiste a gesti come questo, da parte nostra, la mente non può non andare a quella nota scritta che ormai si legge sui muri di più di una città italiana: “Immigrati, non lasciateci soli con gli italiani”. O, almeno, non lasciateci soli con certi italiani.

Gianluca Bartalucci