La Fed non teme l’inflazione e non spinge per l’aumento dei tassi

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha dichiarato che l’impennata dei prezzi delle materie prime su scala globale non si tradurrà in una spirale inflazionistica per gli Usa.
”Credo che l’aumento dell’inflazione sarà transitorio” ha spiegato Bernanke durante una conferenza organizzata dalla Federal Reserve Bank di Atlanta, replicando in tal modo ad un piccolo gruppo di funzionari della Banca centrale americana che nel corso delle ultime settimane hanno sollevato dubbi sulla sua politica espansiva.

Le voci dell’aumento. I governatori della Fed di Philadelphia, Charles Plosser, e di Dallas, Richard Fisher, ad esempio, hanno più volte sostenuto la necessità di una politica monetaria restrittiva, anche in concomitanza di un tasso di disoccupazione elevato, lasciando intendere che nei prossimi mesi la Fed potrebbe alzare i tassi anche di 75 punti base.

Le motivazioni della Fed. Nel suo discorso di Atlanta, Bernanke ha motivato le scelte facendo leva sulla persistente debolezza dell’economia Usa, indicando la crisi del settore edilizio come sintomo dell’attuale fragilità della ripresa e dichiarandosi convinto che l’alto tasso di pignoramenti in corso continuerà ancora un po’.
Questi fattori minano la fiducia dei consumatori, in un momento in cui l’economia Usa sta reintegrando posti di lavoro e il tasso di disoccupazione ha toccato il livello più basso degli ultimi due anni.
Il numero uno della Fed ha anche ricordato che i redditi degli americani “sono aumentati di poco l’anno scorso”, rimarcando quanto ci siano forti timori sul fronte della spesa dei consumatori.
Lato domanda estera, ancora, il governatore ha segnalato come l’export sia minato dall’instabilità di molti Paesi e dall’aumento del petrolio, concludendo che l’economia statunitense avrà bisogno del sostegno della Fed ancora per un po’ di tempo.

La smentita del 1° aprile. Ma una smentita autorevole è arrivata già il 1° aprile da parte di William Dudley, presidente della Fed di New York, che ha anche ricordato che la Federal Reserve, viceversa, ha in programma per fine giugno l’acquisto di bond fino a 600 miliardi di dollari, tutti per alimentare l’economia.
“Siamo ancora molto lontani dal raggiungere il nostro duplice mandato di massima occupazione sostenibile e la stabilità dei prezzi”, ha sottolineato Dudley venerdì scorso.

Marco Notari