La previsione di Di Pietro: Se Pdl va in piazza, prende le monetine

Nel giorno in cui Pier Luigi Bersani ha firmato un violento attacco contro Angelino Alfano (definendolo un ministro arrogante e servile), anche Antonio Di Pietro ha scelto di alzare il tiro, concedendo un’intervista a L’Unità in cui ha dato sfogo alle sue più impietose valutazioni sull’operato del governo. “Il premier sta a palazzo Chigi – ha spiegato ieri l’ex togato – per garantirsi l’immunità e non si dimetterà mai”. Quanto alla possibilità di tornare presto a votare (come auspicato dal segretario del Pd): “Sarei felicissimo – ha risposto il leader dell’Idv – ma non vedo le condizioni“. E in riferimento all’annuncio del Guardasigilli, che ha chiamato a raccolta il popolo in piazza per difendere la riforma della giustizia: “Il popolo li prenderà a monetine” ha tagliato corto Antonio Di Pietro.

Il Cavaliere irremovibile – “Il premier sta a palazzo Chigi per garantirsi l’immunità e non si dimetterà mai“. Quella che Antonio Di Pietro ha consegnato ieri alle colonne dell’Unità è una certezza granitica. Per l’ex pm, infatti, Silvio Berlusconi medita di rimanere ancora a lungo  “a sella” del governo e per rimarcare la sua convinzione il leader dell’Idv ha fatto ricorso a un’iperbole: “Sarebbe più probabile – ha spiegato – che domani non sorgesse il sole. Questo Parlamento non lo sfiducerà mai perché, alla bisogna, c’è sempre qualcuno disposto a vendersi (vedi anche i deputati che hanno lasciato il suo partito per diventare ‘responsabili’, ndr). L’unica possibilità per le opposizioni – ha continuato Di Pietro – è puntare sui referendum. Solo se gli italiani bocceranno il nucleare e soprattutto il legittimo impedimento, il Quirinale potrebbe valutare che questo governo non ha più una maggioranza e mandarci alle urne”.

Monetine in piazza – E interpellato sulla possibilità di tornare a votare a giugno: “Sarei felicissimo – ha notato il leader dell’Idv – ma non ci sono le condizioni“. Per quanto – ha aggiunto – se si dovesse votare, non avrebbe dubbi sulle alleanze da cementare: “Credo nel bipolarismo – ha spiegato Di Pietro – e l’asse portante del centrosinistra è Pd, Sel e Idv. E’ inutile rincorrere Casini, che tanto se ne va da solo. Se poi ci fosse bisogno di un ‘fronte istituzionale’ per liberare il Paese dalla dittatura mediatica e ricreare le regole minime di convivenza, come la legge elettorale e il conflitto d’interessi – ha precisato l’ex pm – non saremo noi a metterci di traverso”. E cosa pensa della dichiarazione ufficializzata dal ministro Angelino Alfano che ha chiesto alla gente di scendere in piazza per difendere la riforma della giustizia osteggiata dalle opposizioni? “ll ministro Alfano vuole andare in piazza? – ha ricalcato Antonio Di Pietro – Lo sfido, ci vada pure. Se escono dalla piazza mediatica, che controllano, e vanno in quella vera, il popolo li prende a monetine. La riforma della giustizia non avrà una maggioranza qualificata. Si arriverà al referendum costituzionale e lì – ha promesso il leader dell’Idv – ci divertiamo”.

Maria Saporito