La Russa, dopo il vaffa arriva la censura per il Ministro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:28

Montecitorio – Censura: La sanzione è stata approvata dall’ufficio di presidenza dopo la proposta dei questori. L’episodio è l’ormai famosissimo “vaffa” del Ministro della Difesa all’indirizzo del Presidente della Camera Gianfranco Fini durante il dibattito sul processo breve.
La maggioranza vota compatta, il centrosinistra si spacca al voto e Bocci e Bindi (Pd) escono dall’aula. Per la presidente del Pd è “troppo poco, ci voleva l’interdizione“. Idv: “Decisione da codardi“.

Censura – Censura quindi per Ignazio La Russa. La sanzione per il Ministro è  stata approvata dall’ufficio di presidenza della Camera, su proposta dei questori. Mentre però la maggioranza ha sostenuto la proposta dei deputati questori, il centrosinistra al voto si è spaccato: Silvana Mura di Idv ha votato contro, Rocco Buttiglione e Renzo Lusetti dell’Udc e Donato Lamorte di Fli si sono astenuti e Rosy Bindi e Giampaolo Bocci del Pd sono usciti dalla sala per non partecipare alla votazione: una scelta dettata dalla loro non condivisione della proposta dei questori e per venire incontro al presidente Fini che aveva chiesto massima coesione. L’atteggiamento assunto da due esponenti del Pd non sarebbe piaciuto al questore di opposizione, Gabriele Albonetti.

Le reazioni- Lusetti dell’Udc difende il suo voto: “Riteniamo la proposta dei questori riduttiva ma per rispetto alla situazione che c’è stata e che ci sarà questa settimana abbiamo deciso di astenerci per rasserenare il clima“.
Soddisfaazione arriva dal Pdl: “Era l’unica sanzione possibile con il regolamento attuale. Attenzione a quanto è successo mercoledì in piazza Montecitorio”.
I questori hanno chiesto all’ufficio di presidenza di inviare al ministro della Difesa una lettera di fermo richiamo.
L’opposizione va all’attacco, “la sanzione è inadeguata” per Silvana Mura, deputata dell’Idv: “E’ acqua fresca, ed equivale a dire che da oggi chiunque in aula può insultare in maniera volgare la presidenza ed invocare il precedente fatto valere per il ministro della Difesa. Per questo ho votato contro e ho chiesto quindici giorni di sospensione dal voto per il deputato La Russa“.
Dura anche Rosy Bindi: secondo la presidente del Pd La Russa “avrebbe dovuto avere, come membro della Camera, oltre che del governo, l’interdizione almeno dalla partecipazione al voto sul provvedimento. Siamo peraltro in assenza di scuse… questi comportamenti “fanno scattare processi emulativi come è accaduto il giorno dopo con Alfano che ha tirato contro i banchi dell’opposizione la tesserina per il voto. Non c’è una sanzione abbastanza adeguata per sanzionare quanto avvenuto e questa è l’unica ragione per cui andrebbe cambiato il regolamento“.
Una decisione da codardi”, per Massimo Donadi, Idv. “I ministri sono liberi di offendere le istituzioni. La sanzione irrisoria comminata a La Russa è un vero e proprio atto di codardia da parte dell’ufficio di presidenza”.

Matteo Oliviero