NewNotizie alla “Madama Butterfly” per il Giappone

Ieri sera, presso la All Saints Church di via del Babbuino, Fujiko Hirai si è esibita in un’essenziale ma deliziosa rappresentazione della “Madama Butterfly” di Puccini. Lo spettacolo, molto più simile, probabilmente per motivi di spazio e di tempo, ad un concerto che ad una rappresentazione di tipo operistico intesa nel senso più classico del termine, è stato organizzato dal soprano giapponese Fujiko Hirai al fine di ricavare dei proventi da inviare alla Croce Rossa Giapponese. Si è trattato di un’esibizione decisamente semplice, una Madama Butterfly privata di ogni qualsivoglia inutile frivolezza. L’essenzialità dell’esibizione non ha fatto altro che porre un accento sull’impeccabilità della pianista Sabrina Trojse, che ha accompagnato le voci dei protagonisti dello spettacolo fino alla fine della più straziante delle opere liriche.

Si è avvertito, durante tutto lo spettacolo, un forte pathos, figlio della circostanza che ha portato Fujiko Hirai, la cui esibizione è stata davvero notevole, ad organizzare un tale evento. Sicuramente commovente il modo in cui Fujiko Hirai ha vestito i panni di Cio-Cio-San, geisha adolescente che decide di andarsene dal mondo dopo essere stata testimone del fatto che per anni la propria esistenza era stata alimentata solamente da illusioni. Degna di nota è stata anche l’esibizione di Daniele Penco, nel ruolo di Pinkerton.

La “Madama Butterfly” rimane un’opera la cui bellezza è destinata ad essere eternamente disarmante. L’attuale momento storico ha portato il mondo intero a stringersi attorno ad una nazione che versa lacrime in silenzio, quelle lacrime che è impossibile consolare attraverso un’opera di Puccini, ma che meritano d’essere scansate via dalla guancia del Giappone per lo meno lasciando che tale Paese possa permettersi il lusso di sperare in un futuro migliore. Fujiko Hirai ha teneramente espresso la propria vicinanza al proprio paese natale, al quale è sempre bello cantare quell’aria meravigliosa che inizia con le parole “un bel dì vedremo”. Sebbene all’interno dell’opera tale aria rappresenti l’apoteosi delle illusioni di Cio-Cio-San, ora come ora la sua posata dolcezza potrebbe essere motivo di speranza autentica e non illusoria per il Paese in cui è ambientata la storia della giovane geisha.

Martina Cesaretti