Stefano Boeri a Lombardia Channel:”Sono spariti i concorsi sull’Expo 2015”

Boeri, allarme Expo – Nuove preoccupazioni calano sull’Expo, in programma nel 2015 a Milano. Dopo i pericoli segnalati da più parti, ed evidenziati dalle inchieste della magistratura, su possibili infiltrazioni mafiose negli appalti, ecco il monito lanciato da Stefano Boeri. L’urbanista, candidato del Pd alle prossime elezioni per la poltrona di sindaco del capoluogo lombardo, intervenendo al programma Fuori Onda di Lombardia Channel, apre un nuovo scenario: “C’è un problema sui concorsi” . Secondo Boeri, intervistato dall’emittente in occasione del terzo anniversario dell’assegnazione dell’Expo a Milano, i bandi sarebbero “spariti”.

Il 23 giugno del 2010 – spiega Boeri – insieme al responsabile dell’Ufficio Tecnico di Expo e ad un altro membro della consulta, sono stato all’Ordine degli architetti di Milano per presentare un piano di concorsi pubblici di architettura in vista di Expo: 15 concorsi, di cui 10 aperti a tutti, 3 riservati ai giovani e 2 per le imprese. Peccato che nel mese di novembre mi sono visto presentare un prospetto di gare dal quale erano spariti tutti i concorsi pubblici, c’erano solo appalti per le imprese. Le gare per imprese sono gare in cui i progettisti hanno un ruolo secondario. Sono le imprese che decidono chi fa il progetto, controllano i costi, seguono i lavori”.

Un’accusa pesante, che fa il paio con quanto viene ripetuto da almeno due anni.:“Se non si inverte la rotta, la ‘Ndrangheta, la mafia e la Camorra penetreranno sempre più all’interno delle istituzioni e contamineranno l’evento Expo” scrivevano lo scorso anno i magistrati della Dda di Milano.  Conclude Boeri: “Credo che, nell’idea di trasparenza, come è successo in  tutti gli altri Expo, devono essere fatti dei concorsi che valorizzino i talenti dei progettisti  e dei creativi di tutto il mondo. Questo purtroppo non succederà ed è una cosa molto grave e mi stupisco che l’Ordine degli architetti, di cui faccio parte, non abbia detto nulla a questo proposito”.

Claudio Forleo