Tokio Hotel: a un anno dal sogno

“Buon Giorno Mondo! E’ il 26 Marzo 2010 e sono in una camera d’albergo nella bellissima città di Padova, a poche decine di metri dal Palasport!
Cavolo Ragazza! Riesci a crederci? Tra poche ore sarai lì dentro a cantare e gridare di fronte a loro!
Loro chi? I Tokio Hotel”
“Guardo la sveglia. Cosa? Ancora le 6.00? Sospiro. Da sotto le coperte sento il battito scattante del mio cuore. Provo a calmarmi, comincio a fissare il soffitto cercando di concentrarmi a respirare regolarmente, ma il pensiero dei “campeggiatori” già posizionati al Palasport dalla sera prima fa aumentare l’ansia di non riuscire a vederli.”
Ecco i pensieri di Amy, ma sa che deve calmarsi, rischierebbe di rovinarsi la giornata.
Un lungo infinito sospiro, decide di alzarsi e prepararsi.

L’attesa in fila è estremamente stancante, ma comunque piena di emozioni.
Che bello guardarsi attorno e vedere tutte quelle ragazze con cui condividi la stessa passione.
Ed è uno spettacolo particolare vedere dei ragazzi, non avendo mai avuto la possibilità di andare ad un concerto dei Tokio Hotel.
Amy non aveva mai visto un fan maschio, e non ne aveva mai conosciuti personalmente.
Una cosa stupida, ma emozionante per lei.
Tra la folla si interagisce con i vicini, si cantano le canzoni. Una fila di lunghe ore. Il tempo sembra non passare mai, va avanti molto lentamente, ma si trova il modo per fare casino, e… FINALMENTE E’ ORA!
Inizia il panico.
Essere dentro quella sala per la prima volta è un’emozione fortissima, talmente forte da non farle capire nulla; semplicemente si aspetta che i propri idoli arrivino.
Improvvisamente le luci si spengono ed eccoli lì: Bill, Tom, Gustav e Georg. Tutti!
Amy può finalmente vedere i suoi idoli di fronte lei.
Amy non può far altro che cantare una dopo l’altra tutte le canzoni insieme a quella voce di cui subito si è innamorata: la voce di Bill. Perdutamente sua, quasi da sentirsi anche lei sopra quel palco.
Da Noise a World Behind my Wall. Da In Your Shadow a Forever Now.
Cantate tutte, e per ognuna, un’emozione diversa.
E poi è tutto finito, e subito la malinconia viene a farsi sentire.
Ma non importa… la gioia e la felicità sono più forti di tutto e a distanza di un anno, il ricordo è ancora forte e impresso nel corpo!

Giulia Gagliano