Accordo Tunisia-Italia: Maroni tace sul numero dei rimpatri

Cosa ha portato ieri sera a casa il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a conclusione dell’estenuante trattativa avviata con la Tunisia? Per saperlo bisognerà aspettare che il titolare del Viminale riferisca prima a Silvio Berlusconi i nodi dell’accordo siglato ieri in materia di immigrazione, ma il sentore è che il risultato centrato dal leghista sia stato tutt’altro che soddisfacente. Soprattutto in riferimento ai rimpatri. Intanto oggi il presidente del Consiglio firmerà il decreto per la concessione del permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi ai circa 20 mila tunisini arrivati in Italia. Il permesso non varrà per i migranti che arriveranno successivamente all’entrata in vigore del provvedimento, che verranno rimpatriati con procedura semplificata.

Maroni soddisfatto? – “L’intesa raggiunta tra l’Italia e la Tunisia sull’immigrazione ci consentirà di chiudere i rubinetti“. Così Roberto Maroni, a conclusione del faccia a faccia durato diverse ore con l’omologo tunisino, Habib Essid, ha annunciato ieri sera ai giornalisti presenti a Tunisi il nodo centrale dell’accordo appena siglato. “Questo è ciò che intendiamo fare in piena collaborazione con le forze di sicurezza tunisine – ha continuato Maroni – collaborando e fornendo loro tutti i mezzi necessari. Sono soddisfatto, si è trattato di un’operazione lunga e non facile, ma adesso inizia una fase di cooperazione più intensa, bisognerà attuarla, ma ci sono tutti i presupposti – ha assicurato il ministro dell’Interno – per il contrasto e la gestione dell’immigrazione irregolare”. Nessun riferimento concreto ai numeri o ai tempi con i quali si prevede di procedere con i rimpatri. Un silenzio che ha spinto molti a ipotizzare che le richieste avanzate dall’Italia (dai 100 ai 400 tunisini rimpatriati al giorno) non siano state accolte favorevolmente dalle autorità tunisine. Secondo i bene informati, infatti, il premier Beji Caid Essebsi vorrebbe evitare di far credere alla popolazione di essere a capo di un nuovo governo dittatoriale (come quello retto fino a poco fa da Ben Alì) e avrebbe per questo spiegato di non essere disposto a riaccogliere nel suo Paese il “fiume” di tunisini scappati negli scorsi mesi. O per lo meno non nella quantità e con la frequenza richiesta dall’Italia. Voci non confermate parlano infatti di 4 clandestini al giorno: un numero enormemente lontano da quello preventivato dal governo italiano.

Al via i permessi di soggiorno temporaneo – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intanto, firmerà oggi il decreto per la concessione del permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi ai tunisini arrivati quest’anno in Italia. Un permesso con il quale i migranti potranno tentare di oltrepassare i confini italiani per cercare “riparo” in altri Paesi dell’Unione europea (tra le mete più gettonate: la Francia e la Germania), ma senza alcuna certezza di potervi rimanere. Se le autorità degli Stati europei, infatti, si opporranno al loro ingresso, ai tunisini non resterà altro che ritornare in Italia. Il motivo ? Il provvedimento non è stato emanato dall’Unione europea, che può quindi benissimo disattenderne l’applicazione. Il permesso, infine, non varrà per gli immigrati giunti successivamente alla sua entrata in vigore, per i quali si prevede un rimpatrio immediato, con procedura semplificata.

Maria Saporito