Anniversaio terremoto L’Aquila, Napolitano: Nessuno vi dimenticherà

L’Aquila – Dopo l’intervento di una settimana fa presso la New York University, dove gli è stata conferita anche una medaglia di riconoscimento, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a parlare dello stato della politica in Italia, fin troppo spesso caratterizzata da scontri e non da dialettica. L’occasione questa volta è stata rappresentata dalla visita a L’Aquila organizzata nell’ambito del secondo anniversario del terribile terremoto che distrusse il capoluogo abruzzese. Napolitano ha invitato gli esponenti dei due schieramenti a mantenere la discussione «all’interno delle istituzioni nelle quali sono rappresentate le forze politiche», per poi spendere parole di rassicurazione nei confronti di coloro che a distanza di ventiquattro mesi dalla calamità temono di essere stati dimenticati.

«Bisogna mantenere il senso della misura» – Soltanto sette giorni fa, il presidente della Repubblica aveva ammesso: «Non è un momento facile per me e per il mio Paese. Non faccio commenti sulle singole persone, ma in termini general quel che è peggio è la presenza di un fenomeno che in letteratura si definisce hyperpartisanship. In Italia, non esiste più una normale dialettica, ma si assiste ad una guerriglia quotidiana. Nessuno ascolta l’altro, non c’è più dialogo».
L’invito alla moderazione si è ripetuto oggi a L’Aquila dove Napolitano ha partecipato a una funzione religiosa per ricordare le persone morte due anni fa: «La discussione è sempre lecita all’interno delle istituzioni nelle quali sono rappresentate le forze politiche e innanzitutto i cittadini attraverso coloro che hanno eletto. E’ naturale che si discuta e vi sia diversità di giudizio e opinioni, l’importante è il senso della misura, che queste distinzioni non superino mai un certo limite, che non diventino elemento distruttivo»

«Nessuno vi dimenticherà» – Il capo dello Stato ha anche rassicurato tutti coloro che si sentono delusi dalle azioni del governo che all’indomani del terremoto promise una ricostruzione celere della città e del tessuto urbano intorno al capoluogo abruzzese. Napolitano ha ribadito che «nessuno deve aver paura di essere dimenticato»  e ha aggiunto: «La mia presenza, al di là della mia persona, rappresenta sul piano istituzionale, in quanto capo dello Stato, la conferma di come gli italiani siano stati e siano sempre vicini e solidali».
Il timore più diffuso nel corso di questi anni, però, non è quello di essere dimenticati, ma quello di essere ricordati dal governo solo nel momento in cui bisogna sponsorizzare i presunti successi ottenuti sul territorio, risultati che però confliggono con la quotidianità di chi ancora oggi vive tra le macerie. Non solo quelle di cemento.

Simone Olivelli