Cnr: De Mattei contro gli omosessuali a Radio Maria

L’ennesima Crociata di De Mattei. Dopo aver dichiarato ai microfoni di Radio Maria, riferendosi al Giappone, che i terremoti e lo tsunami “sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio“, il vicepresidente del Cnr Roberto De Mattei, già noto per aver organizzato nel 1999 un convegno antidarwiniano, fa ancora parlare di sé per nuove frasi shock pronunciate sulla stessa emittente radiofonica cristiana (trovate il video in fondo all’articolo). Questa volta, bersaglio di De Mattei sono gli omosessuali, o meglio gli “invertiti“. L’impero romano, sostiene il vicepresidente del Cnr, sarebbe crollato proprio per colpa degli “invertiti” di cui era piena Cartagine. La Provvidenza, infatti, si sarebbe servita dei barbari per liberare l’impero dagli omosessuali. L’intervento radiofonico, diffuso solo ora dal sito laicista “Razionalismo“, risale allo scorso mese di gennaio, ma assume un valore assai particolare alla luce delle recenti dichiarazioni dello studioso in merito alla catastrofe giapponese.

Uno ‘scienziato ultracattolico’. Il cattolicissimo De Mattei prende spunto da un autore cristiano del V secolo, Salviano di Marsiglia, e da una sua opera in particolare, il “De Gubernatione Dei“, che a detta del vicepresidente del Cnr e docente di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma, “mai perde la sua attualità“, nonostante i sedici secoli di differenza. De Mattei, il cui pensiero antidarwiniano e cattolico integralista trova spesso ospitalità su siti del calibro di Pontifex, celebre per le sue tesi omofobe e spesso anche antisemite, è anche noto per la sua avversione alla costituzione europea, dove “c’è qualcosa di più del rinnegamento formale della propria identità attraverso l’espulsione del riferimento alle radici cristiane“.

L’intervento su Radio Maria. “Cartagine, la capitale dell’Africa romana, contendeva ad Alessandria e ad Antiochia il primato della dissolutezza e godeva della reputazione di essere il paradiso degli omosessuali“, dichiara De Mattei ai microfoni dell’emittente. “Salviano interpreta l’invasione dei barbari come un castigo per questa trasgressione morale”. Cartagine era infestata da una “peste, anche se i travestiti non erano moltissimi”. “Succedeva però che l’effeminatezza di alcuni pochi, contagiava la maggioranza”, legge il docente. “Si sa che per quanti pochi siano ad assumere atteggiamenti svergognati, sono molti a contagiarsi con le oscenità di quella minoranza. Un’unica prostituta, ad esempio, fa fornicare molti uomini. E lo stesso succede con l’abominevole presenza di pochi invertiti, che infettano un bel po’ di gente. E non saprei dire che sia più colpevole davanti a Dio, dal momento che sia gli invertiti che le loro vittime sono condannati alla medesima punizione. Gli uomini effeminati e gli omosessuali – continua De Mattei – non avranno parte al Regno di Dio“.

Problema omosessualità. Il ‘dramma’ dell’omosessualità, a detta dell’autore cristiano del V secolo, non sarebbe stato presente tra i barbari. “Salviano  –  sottolinea De Mattei – vuole dimostrare che il giudizio di Dio non si esercita solo alla fine del mondo, ma in ogni momento storico. I barbari che hanno invaso l’Occidente nel IV secolo sono uno strumento del giudizio di Dio. La Provvidenza, che trae il bene dal male, si serve di essi per purificare una società corrotta e decadente, quale era quella romana”. “Le sue parole – conclude il vicepresidente del Cnr – meritano di essere meditate, perché noi oggi viviamo in un’epoca in cui i peggiori vizi vengono alimentati dai mass media e addirittura vengono iscritti nelle leggi come diritti umani. Dio non si disinteressa di quanto accade nella storia. Ogni male deve avere il suo castigo“.

Raffaele Emiliano