Confcommercio, consumi -1,3% a febbraio

L’indicatore dei consumi della Confcommercio (Icc) riferito a febbraio 2011 rileva una diminuzione dell’1,3% in termini tendenziali, dato che segue il -2,4% di gennaio.
In termini congiunturali l’indicatore (al lordo della vendita di automobili) mostra un contenuto incremento, +0,1%, che ha comunque determinato una certa stabilità nell’ultimo trimestre.

La dinamica tendenziale evidenziata dall’indicatore dei consumi di febbraio riflette, in linea con quanto visto nei mesi precedenti, una forte contrazione dei volumi dei beni acquistati dalle famiglie, -2,3%, ed un deciso aumento della domanda di servizi, +1,4%. 
I prezzi dei beni e dei servizi che compongono l’Icc hanno evidenziato un tasso di crescita più contenuto rispetto a quello registrato a gennaio, determinato soprattutto dai saldi, nel settore dell’abbigliamento, dalle calzature e dai servizi per le comunicazioni, ed un ulteriore accelerazione dei prezzi dei carburanti e degli alimentari determinata dall’andamento delle materie prime.

La domanda per beni e servizi ricreativi, grazie soprattutto al perdurare della crescita della componente relativa alle spese per giochi, lotterie e scommesse, ha mostrato, rispetto a febbraio 2010, un incremento dell’1,4%.
Nello specifico, la contrazione subita dal settore dell’abbigliamento e calzature è stata pari al -2,9%, e spicca anche quella fatta rilevare dai beni e servizi per la casa, -0,3%. È andata leggermente meglio, invece, il consumo in valore per i beni e servizi per la cura della persona, +0,2%.
Il quadro congiunturale, per l’associazione, continua ad essere caratterizzato da una ripresa economica dai toni abbastanza contenuti ed altalenanti, con limitati effetti sul mercato del lavoro, situazione che continua a produrre un elevato grado di incertezza sulle prospettive a breve e medio termine dell’economia italiana e condiziona i comportamenti delle famiglie.

Anche il clima di fiducia delle imprese mostra un andamento incerto.
Nel mese di marzo, solo per le imprese manifatturiere il sentiment rilevato dall’Istat segnala un miglioramento, a fronte di un regresso registrato presso gli operatori del commercio e dei servizi.

Marco Notari