Italo Tanoni: un Libdem in continuo movimento

Se si volta indietro, Italo Tanoni, potrebbe essere colto da un senso di vertigine. Uno stordimento legato ai suoi numerosi “cambiamenti” politici, che lo hanno portato a esplorare territori diversi: dalla Dc all’Ulivo, dal Pdl all’Udc. Per assestarsi (speriamo) nello schieramento dei Liberal democratici che ha cofondato nel lontano 2007. Tanoni aveva manifestato un certo interesse per il Terzo Polo, ma il cartello proposto da Casini, Rutelli e Fini pare adesso stuzzicarlo poco. Posto di fronte alla difficile votazione di ieri alla Camera (sul conflitto di attribuzione per il processo Ruby), il Libdem non ha avuto dubbi e ha unito il suo sì a quello della maggioranza. Una scelta che oggi rivendica con orgoglio e che – assicura – non è legata ad alcuna promessa di “ricompensa” da parte del premier.

Una scelta tecnica – “Io ho solo votato sì al conflitto d’attribuzione per scelta tecnica: è giusto che Berlusconi sia giudicato dal Tribunale dei ministri”. Così, in una breve intervista rilasciata oggi a Il Messaggero, Italo Tanoni ha difeso la scelta fatta ieri alla Camera, dove ha deciso di sostenere il conflitto di attribuzione sollevato dalla maggioranza in riferimento al processo Ruby. “Sono orgoglioso – ha insistito il Libdem – la mia è stata una scelta ponderata. Io e la Melchiorre (Daniela, altra compagna di partito, ndr) non stiamo più nel Terzo Polo perché non decolla. Giovedì è convocata la Direzione e decideremo cosa fare”. L’ennesima fase transitoria, che ha spinto i più velenosi a insinuare che alla base della sua “scelta tecnica” ci sia piuttosto una ragione di opportunità o di interesse: “Berlusconi non mi paga il mutuo – ha scherzato Tanoni –  neanche ce l’ho”. Quanto ai soldi: “Non glieli ho chiesti – ha tagliato corto l’ex Dc – e non me li ha dati”. Ma se si riporta il discorso sul suo futuro politico, Tanoni dimostra di avere le idee meno confuse di quanto possa sembrare. Un ritorno in maggioranza? “Direi che è plausibile – ha ammesso il Liberal democratico – Del resto sono stato eletto nelle liste del Pdl (nel 2008, ndr). E’ meno grave di uno eletto con le opposizioni che passa di là. Io almeno sono stato eletto di là. Non resto con il cerino acceso in mano – ha spiegato Tanoni – Io non mi brucio. Devo decidere se fare un accordo con la sinistra di Vendola o con Berlusconi”. Una scelta difficile, molto più che tecnica.

Maria Saporito