Maria Grazia Siliquini: un posto alle Poste

La sua fresca nomina nel Cda di Poste Italiane ha fatto molto discutere. Forse perché Maria Grazia Siliquini è una delle finiane pentite che lo scorso 14 dicembre decise di non votare la sfiducia a Silvio Berlusconi. Adesso il giorno della “ricompensa” – stando ai più maliziosi – sembra essere giunto e la Siliquini si prepara a ricoprire un ruolo dirigenziale di grande responsabilità all’interno della partecipata del Tesoro. Intervistata da Il Fatto Quotidiano però, la deputata approdata nel gruppo dei “responsabili” ha dimostrato di saperne ancora poco dell’azienda che a breve guiderà. Per quanto, ha più volte rimarcato: “Ho un curriculum d’eccellenza, potrò dirigere anche le Poste”.

Una dirigente eccellente – I finiani più cattivi hanno fatto circolare ieri tra i banchi di Montecitorio un volantino velenoso: una busta con su scritto: “Siliquini, c’è posta per te. Raccomandata”. Un messaggio tutt’altro che criptico, recapitato (è proprio il caso di dirlo) all’ex compagna di partito che dal 14 dicembre scorso ha deciso di tagliare i rapporti con Gianfranco Fini per cercare riparo altrove, all’ombra del governo. Approdata al gruppo dei “responsabili”, Maria Grazia Siliquini è oggi una deputata di lungo corso che si appresta a occupare un posto di rilievo nel Cda di Poste Italiane. Una nomina, la sua, che ha suscitato un vespaio di sospetti che la diretta interessata ha tentato di soffocare. “Lavoro nella società civile, nel ministero e in Parlamento da una vita – ha spiegato a Il Fatto Quotidiano Ho competenze, esperienza, curriculum. Sono incriticabile. Dovrei rinunciare  a ruoli di alto livello solo perché sono un deputato?”. E ancora: “Potrei capire i sospetti se fossi una ragazzotta di prima o seconda legislatura – ha concesso la Siliquini – Invece ho 62 anni, di cui 35 di professione forense alle spalle e 5 passati al governo. Ho un curriculum d’eccellenza – ha ribadito la “responsabile” – in Parlamento nessuno ha le mie credenziali”.

Alle Poste che non conosce – Un bagaglio di esperienze e di competenze sicuramente invidiabile, ma che sembra avere poca attinenza con ciò che la Siliquini si appresta a fare all’interno del Cda di Poste Italiane. E infatti, incalzata dalla giornalista sull’azienda, l’ex finiana ha tradito grande impreparazione. A esplicita domanda: quanti dipendenti lavorano per Poste Italiane? “Sono appena arrivata – si è difesa la deputata – come faccio a saperlo? Ho fatto il viceministro e il sottosegretario, potrò dirigere anche le Poste oppure no? E’ pur sempre un ruolo dirigenziale”. Una convinzione che la spinge a non avere tentennamenti né rimorsi. Tranne uno: “Il mio unico errore – ha ammesso la Siliquini – è stato quello di seguire Fini in Fli. Avessi saputo come si sarebbe evoluta la vicenda – ha concluso –  non l’avrei fatto”.

Maria Saporito