Pil italiano, +1,1% nel 1° trimestre

È cresciuto soltanto dell’1,1%, rispetto al +3,2% dei Paesi G7 , il Pil italiano nel primo trimestre del 2011.
Il dato è dell’Ocse, che nell’Interim Assessment aggiunge che nel secondo trimestre di quest’anno è prevista una crescita dell’1,3% per l’Italia e del 2,9% per i membri del G7 in generale.
Il dato indica la crescita su base trimestrale annualizzata e l’organizzazione internazionale si riserva un margine di errore di circa l’1,5%. Dalle previsioni sul G7 è escluso il Giappone perché è ancora impossibile, secondo l’Ocse, valutare l’effetto del recente terremoto sullo sviluppo economico del Paese nipponico.

Petrolio e debiti sovrani. Secondo l’Ocse, le instabilità in Medio Oriente e nei Paesi nordafricani, con  il  possibile aumento dei prezzi del petrolio che comportano, potranno pesare sulle prospettive economiche di breve periodo dell’area.
“Un’altra fonte di incertezza è legata ai rischi sui debiti sovrani della periferia dell’area euro” sottolinea l’Organizzazione nell’Interim Assesment, in cui si espongono le stime della crescita per i primi due trimestri del 2011.

Il lavoro e l’inflazione.  L’economia dei Paesi del G7, secondo il rapporto,  è  in recupero, anche se permane  il problema del lavoro.
“Anche se le condizioni del mercato del lavoro negli ultimi mesi stanno migliorando nella maggior parte dei Paesi dell’Ocse, il tasso di disoccupazione rimane oltre 2 punti percentuali superiore rispetto all’inizio della crisi”, ribadisce l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico con sede  a Parigi, che ricorda anche come  inizi ad affacciarsi, soprattutto nelle maggiori economie dell’area, il problema dell’inflazione con un aumento dei prezzi.
“Tuttavia – ha commentato Pier Carlo Padoan, capo economista dell’organizzazione – i tassi di inflazione di fondo sono ancora bassi, considerate le eccedenze” produttive  legate alla crisi degli ultimi anni.
“Le pressioni inflazionistiche sono più forti in alcune delle grandi economie emergenti, richiamando un rafforzamento della politica monetaria”, ha aggiunto l’Ocse.

Marco Notari