Processo Ruby: la ragazza non sarà parte civile

E il primo colpo di scena c’è già stato. Nell’udienza lampo tenutasi oggi al Tribunale di Milano, dove si è aperto il processo sul famigerato Rubygate, la ragazza marocchina al centro dei presunti scandali che hanno travolto Silvio Berlusconi ha deciso di non costituirsi parte civile. Una decisione ufficializzata dalla sua legale, Paola Boccardi: “Essere parte civile – ha spiegato – significa chiedere i danni e Karima non ritiene di avere avuto alcun danno per essere andata qualche volta ad Arcore nè per aver frequentato il presidente del Consiglio”. Un punto a favore della difesa, rappresentata oggi in aula da Giorgio Perroni: “Siamo convinti – ha detto il difensore del premier  – che da questo processo verrà fuori l’estraneità di Berlusconi da tutti e due i reati contestati”.

Ruby non sarà parte civile – A dispetto delle indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni, Ruby-Rubicuori ha alla fine deciso di non costituirsi parte civile nel processo inaugurato oggi a Milano in cui Silvio Berlusconi risulta imputato per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. Nell’aula gremita di giornalisti, ma in cui tutti i principali protagonisti del caso erano assenti (da Berlusconi a Karima passando per i difensori Niccolò Ghedini e Pietro Longo), è stata Paola Boccardi, legale della giovane marocchina, a spiegare le motivazioni della sua assistita: “La richiesta di costituirsi parte civile – ha osservato – contrasta con quello che Karima ha sempre detto, e cioè di non essere mai stata oggetto di atti sessuali da parte del presidente del Consiglio. L’altro motivo della sua scelta – ha proseguito l’avvocato Boccardi – è che Karima ha sempre affermato di non essersi mai prostituita mentre questo processo dà per scontato che si sia concessa dietro pagamento. Tutto questo contrasta con quello che Karima ha detto ai pm e con quella che è la sua verità. Essere parte civile – ha insistito – significa chiedere i danni e Karima  non ritiene di avere avuto alcun danno per essere andata qualche volta ad Arcore né per aver frequentato il presidente del Consiglio”. Un concetto che il legale ha subito approfondito: “Per lei – ha precisato – il danno è stato mediatico perché è stata additata in tutto il mondo come prostituta anche se non ci sono, in questo senso, dichiarazioni di alcuna persona ma solo presunzioni”.

Perroni: “Dimostreremo l’infondatezza dell’accusa” – Parole che hanno confortato l’unico difensore del premier presente oggi al palazzo di Giustizia di Milano, Giorgio Perroni: “Oggi l’elemento significativo dell’udienza – ha detto – è che nessuna persona, né funzionari della Questura né la signorina Ruby, si è costituita parte civile. Siamo convinti che da questo processo verrà fuori l‘estraneità di Berlusconi da tutti e due i reati contestati”. Quanto alla possibilità di richiedere una sospensione del procedimento, in attesa che la Consulta esprima il suo parere sull’attribuzione di competenza: “E’ un argomento che valuteremo in queste settimane”, ha telegraficamente detto il difensore, aprendo a una possibile “ipoteca” sulla prossima udienza milanese, fissata per il 31 maggio.

Maria Saporito