Alimentari: calo dei prezzi a marzo. Fao: già segnali di aumento

Dopo una crescita ininterrotta durata otto mesi, a marzo i prezzi globali dei generi alimentari sono scesi dagli aumenti record seguiti alle rivolte nel mondo arabo e al terremoto in Giappone.
Ma ora che cresce la domanda e si riducono le scorte, sono in vista nuovi aumenti.
A sostenerlo è l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura dell’Onu (Fao).

L’attenzione sul cibo. Per la Fao, dopo le proteste che hanno spinto alle rivolte in Tunisia e Egitto, per espandersi poi in tanti Paesi in Nord Africa e Medio Oriente, la crescita dei prezzi del cibo è il dato principale da monitorare.
L’indice dei prezzi alimentari dell’organizzazione internazionale, che misura mensilmente le variazioni dei prezzi di un paniere alimentare composto da cereali, semi oleosi, derivati del latte, carne e zucchero, a marzo ha fatto registrare una media di 229,8 punti, a fronte dei 236,8 punti record di febbraio. Si tratta della prima diminuzione dopo otto mesi di aumenti su aumenti.

La lettura dei dati. Stando ai dati diffusi oggi dalla Fao, l’indice dei prezzi a marzo 2011 ha fatto segnare un calo del 2,9% rispetto a febbraio, ma resta superiore del 37% a quello di marzo di un anno fa.
Le riduzioni più significative riguardano lo zucchero (-10%) e gli oli (- 7%).
La Fao ha anche fatto notare che lo scorso mese il mercato dei cereali, che ha mostrato un calo del 2,6% su febbraio, è stato particolarmente volatile e che mostra ancora un +60% rispetto a marzo 2010.
Per David Hallam, direttore della Divisione Commercio e Mercato della Fao, “la decrescita dell’indice generale questo mese porta un po’ di tregua rispetto ai continui rialzi visti negli ultimi otto mesi”, “ma sarebbe prematuro concludere che questa è una inversione del trend a crescere”.
Dalla Fao sostengono che la discesa dei prezzi a marzo è stata largamente provocata dai problemi che le rivolte e il disastro nipponico hanno rappresentato per i maggiori importatori di granaglie, ma i fondamentali della domanda e delle scorte non sono migliorati.
Concepcion Calpe, economista senior della Fao raggiunto telefonicamente da Reuters, ha dichiarato: “Crediamo che nelle prossime settimane, e già ce ne sono i segnali, i prezzi rimbalzeranno”.

Marco Notari