Alla Camera arriva il processo breve, al Senato il processo lungo

Senato – Mentre a Montecitorio sbarca il processo breve, in Senato arriva un emendamento per allungare ancora di più i processi per arrivare più facilmente alla tanto agognata prescrizione, ovvero estinzione del reato. E la Commissione giustizia la vota.

Processo breve – Questa mattina sono ripresi i lavori sul processo breve dopo che ieri per contrastare gli emendamenti dell’opposizione i nostri politici hanno lavorato fino a mezzanotte.
Stamani l’inizio è stato per le 9, con la relazione di Maroni sulla sciagura accaduta ieri in mare dove quasi 300 migranti ancora dispersi, probabilmente hanno perso la vita per arrivare in Italia.
Poi riprenderà l’esame degli emendamenti e il voto. E’ probabile che il voto definitivo possa slittare a martedì prossimo ma si saprà solo oggi pomeriggio alle 15. Silvio Berlusconi ha infatti convocato un Consiglio dei ministri di poco più di un’ora: dalle 13.30 alle 15, così da permettere ai ministri di essere presenti in aula a dare battaglia su ogni singolo emendamento

Processo lungo – Se i deputati del Pdl alla Camera sono convinti che i processi siano troppo lunghi e che quindi bisogna intervenire immediatamente per risolvere il problema, non devono essere dello stesso parere i Senatori del medesimo partito che a Palazzo Madama hanno presentato un emendamento che allungherà a dismisura i tempi dei processi.
L’emendamento è passato in commissione Giustizia permette alla difesa di presentare infiniti elenchi di testimoni, dando così la possibilità alla difesa di portare il procedimento fino all’inevitabile prescrizione.
L’emendamento inoltre prevede che una sentenza passata in giudicato non potrà più considerarsi prova definitiva per il processo.
Emendamento che calza a pennello nel processo Mills dove la condanna a carico dell’avvocato corrotto non può essere usata come prova a carico del premier imputato.

Matteo Oliviero