Annozero, giudici danno ragione a Santoro

Braccio di ferro Santoro – Rai. Michele Santoro incassa un’altra vittoria nello scontro che lo oppone alla Rai. La Corte d’appello di Roma ha infatti respinto, dichiarandolo “inammissibile“, il ricorso presentato dalla direzione generale della Rai per chiedere la sospensione degli effetti della sentenza di secondo grado in favore di Michele Santoro, che confermava all’anchorman il suo ruolo di conduttore e realizzatore di programmi di approfondimento in prima serata. In quell’occasione, i giudici avevano stabilito che Santoro fosse reintegrato in Rai alla direzione di uno spazio autonomo di approfondimento informativo in prima serata. La Cassazione, secondo quanto riferito da fonti di Viale Mazzini, avrebbe già fissato per l’8 giugno la discussione in diritto del dibattimento tra la Rai e il conduttore di ‘Annozero‘. Il ricorso alla Cassazione è stato presentato dall’azienda sul merito della sentenza di reintegro del giornalista stabilita dal Tribunale del lavoro. Il ricorso alla Corte d’appello invece fu deciso a seguito della puntata del 27 gennaio scorso quando il dg telefonò in diretta ad ‘Annozero’, dissociandosi dai contenuti del programma, accusato di violare il Codice di autoregolamentazione dei processi in tv.

Giudici: Inammissibile ricorso contro Santoro. “La Rai – si legge in una nota dell’avvocato Domenico D’Amati, legale di Santoro – aveva motivato la sua richiesta sostenendo che vi era pericolo di un intervento sanzionatorio dell’Agcom per i contenuti di alcune recenti puntate di ‘Annozero’. La Corte ha rilevato che il pregiudizio paventato dalla Rai non si pone quale conseguenza diretta delle statuizioni di condanna contenute nella sentenza, che hanno del resto avuto continua esecuzione sin dall’emanazione della decisione di primo grado senza che si siano verificati pregiudizi oggi lamentati dalla Rai”. Spetta dunque alla Rai, è il parere della Corte, esercitare un’attività di controllo compatibile con l’elevatezza delle mansioni esercitate e con il contenuto intellettuale e creativo dell’attività giornalistica. Nella discussione che ha preceduto l’emanazione del provvedimento veniva ricordato inoltre dal legale di Santoro l’episodio verificatosi il 27 gennaio 2011 quando il direttore generale Masi, dopo aver espresso il suo dissenso sui contenuti della trasmissione dedicata al caso Ruby, aveva dichiarato di non volerne impedire la messa in onda.

R. E.