E alla Camera il dipietrista definisce Maroni un assassino

Neanche la tragedia di ieri a largo dell’isola di Lampedusa (dove hanno verosimilmente perso la vita oltre 200 persone) ha permesso ai deputati riuniti stamattina a Montecitorio di dare prova di dignitoso contenimento. A conclusione dell’informativa pronunciata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, un esponente dell’Idv, Pierfelice Zazzera, ha inalberato un cartello con su scritto: “Maroni assassino“. Il gesto del dipietrista ha provocato la reazione indispettita della maggioranza, con il leghista Giancarlo Giorgetti che ha raggiunto Zazzera per strappargli di mano il cartello. L’intemperanza dell’esponente dell’Idv – che sarà sottoposta alla valutazione del Collegio dei Questori e potrebbe essere sanzionata – è stata condannata dal Pd e dallo stesso Antonio Di Pietro.

La tragedia dei naufraghi – Alle ore 9.15 circa un addolorato Gianfranco Fini ha introdotto il discorso del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, alla Camera. A lui, infatti, dopo il minuto di silenzio rispettato per manifestare la propria solidarietà alla tragedia consumatasi ieri notte nel Canale di Sicilia, è toccato il compito di riferire sugli ultimi accadimenti che riguardano l’emergenza immigrazione. Dall’accordo siglato con la Tunisia alla cronaca della tragedia a largo di Lampedusa, il leghista ha fatto intendere che molto ancora resta da fare. “Le ricerche degli immigrati dispersi da ieri notte nel Canale di Sicilia continuano – ha detto il titolare del Viminale – ma la speranza di trovare altre persone in vita si affievolisce di ora in ora. Il naufragio è avvenuto in acque maltesi, ma le autorità di quel Paese hanno chiesto il nostro intervento e noi lo abbiamo fatto subito. Rimane comunque aperto – ha aggiunto Maroni – un problema di disputa tra autorità maltesi e italiane”.

L’accordo con la Tunisia – Quanto all’accordo siglato a Tunisi: “I permessi di soggiorno temporanei – ha spiegato il ministro dell’Interno – saranno concessi agli immigrati che hanno rappresentato l’intenzione di andare in un altro Paese della Ue, che sono la stragrande maggioranza. Tutti i tunisini che sbarcheranno saranno rimpatriati. Non può continuare un sistema che vede i Paesi rivieraschi lasciati soli a gestire con i singoli Stati della sponda sud del Mediterraneo un tema così importante come l’immigrazione – ha quindi precisato Maroni – Servono interventi economici e di sviluppo e l’Italia non può essere l’unico Paese che fa questa azione nei Paesi del Maghreb. Ci vogliono accordi bilaterali – ha concluso il leghista – tra Ue e i Paesi nordafricani, lo dirò al Consiglio Gai (Giustizia e Affari Interni della Ue, ndr) di lunedì prossimo”.

Il cartello del dipietrista – Alla fine dell’informativa, Pierfelice Zazzera, esponente dell’Idv, si è levato in piedi mostrando all’Assemblea un cartello con su scritto: “Maroni assassino“. Un messaggio scomposto, che ha spinto il leghista Giancarlo Giorgetti a fiondarsi dall’altra parte dell’Aula per strappare il cartello di mano al dipietrista. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha tempestivamente richiamato Zazzera, annunciando che il suo gesto sarà sottoposto al vaglio del Collegio dei Questori (come è stato per il “vaffa” di La Russa), che valuterà se esistono le condizioni per una sanzione disciplinare. Dai banchi dell’opposizione sia il democratico Dario Franceschini che il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, hanno preso le distanze da quanto accaduto. “La lotta politica è lotta politica – ha detto il capogruppo del Pd alla Camera – ma noi esprimiamo la nostra totale dissociazione da quel cartello”. “Intendo chiedere scusa da parte del gruppo dell’Italia dei Valori”, ha invece laconicamente dichiarato Antonio Di Pietro.

Maria Saporito