Fisco europeo per chi investe in Italia

Il test per introdurre un regime fiscale di favore per attrarre società finanziarie nel nostro Paese partirà proprio dalla capitale finanziaria, Milano.
L’idea lanciata già da tempo dal ministro dell’Economia con una norma specifica, all’articolo 41, inserita nella manovra triennale varata nello scorso luglio, entra ora nella fase attuativa, anche se in via sperimentale. È stato lo stesso ministro Giulio Tremonti, nel suo intervento al Salone del Risparmio, organizzato da Assogestioni, ad annunciare la partenza del progetto.

Attrazione fiscale e contributi esterni. Per il ministro siamo in unna fase di “shopping di regimi fiscali: se un regime di favore è buono in altri Paesi forse è buono anche qui in Italia”, aggiungendo che “per l’attività finanziaria l’idea è di applicare a Milano i regimi fiscali che, per esempio, ci sono in Irlanda, per un tempo dato e a determinate condizioni”.
Lo schema di decreto sul regime fiscale di attrazione europea, pubblicato ieri sul sito del Mef, è corredato da una breve nota che specifica come i nove articoli rappresentino “una bozza aperta ad ogni proposta di miglioramento e/o di cambiamento”. Via libera, dunque, a contributi esterni di esperti e professionisti del settore, per i quali è disponibile anche un indirizzo email, [email protected]
Tremonti ha dichiarato che si dovrà trattare di idee e/o proposte compatibili con il decreto legge 78, ma “se le idee e/o proposte sono davvero valide, si può anche pensare di cambiare la legge attualmente vigente”.

La scelta del regime. Nello schema del decreto 78 è previsto che le persone fisiche, società o qualsiasi ente considerato persona giuridica residenti in un altro Paese Ue da almeno 24 mesi, potranno avviare nuove attività economiche in Italia scegliendo, ai soli fini delle imposte sui redditi, le regole di determinazione della base imponibile e le aliquote di imposta vigenti in uno degli altri Stati Ue.
La scelta può spaziare su tutti i regimi fiscali dei 27 e non obbliga l’imprenditore straniero che arriva in Italia al vincolo delle norme tributarie del suo Stato di residenza. Essa dovrà essere autorizzata dalle Entrate con la presentazione di un’istanza di interpello, le cui modalità saranno fissate con un altro provvedimento dell’Agenzia stessa.
In ogni caso l’istanza dovrà essere presentata entro 30 giorni dalla data di trasferimento della residenza fiscale o della costituzione della stabile organizzazione o della società controllata o collegata. Periodo necessario agli uffici per verificare i requisiti di ammissione al regime fiscale più favorevole.
La nuova attività economica dovrà essere avviata dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo e sono escluse, tra le nuove iniziative economiche, quelle già svolte in Italia o acquistate dai nuovi residenti fiscali anche attraverso l’acquisto di partecipazioni.
Il regime autorizzato dalle Entrate sarà a tempo determinato e per un massimo di tre periodi d’imposta, a partire dalla data di presentazione dell’istanza all’Agenzia delle Entrate competente.

Marco Notari