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Immigrati: Maroni, Francia esca da Schengen se non li vuole

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Scontro Italia-Francia. Alla frontiera dopo Ventimiglia la situazione è da settimane bollente. I migranti “clandestini” che cercano di attraversare il confine ( geografico) vengono rispediti indietro. L’altra faccia della medaglia è Lampedusa, dove gli sbarchi proseguono  pressochè quotidianamente. Il risultato è che, chi arriva in Italia, anche se non ci vuole restare, pare debba farlo per forza, almeno se tenta di arrivare in Francia. Oggi il Ministro degli Interni francese Claude Gueant, ha diffuso una circolare, anche attraverso gli organi di stampa, che impone direttive precise sul blocco dei “clandestini”. Le condizioni previste sono fondamentalmente cinque, tra le quali  il possesso di una congrua quantità di denaro per sopravvivere e una motivazione valida per l’entrata in terra francese.

Permesso di soggiorno temporaneo. Clandestini però, queste persone non lo sarebbero più, in quanto il Ministro dell’Interno italiano, Roberto Maroni, ha deciso di concedere un lasciapassare temporaneo“ai cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa affluiti in territorio nazionale dal 1 gennaio 2001 alla mezzanotte del 5 aprile 2011” che in linea teorica permette loro di  circolare liberamente nei paesi uniti dal trattato di Schengen. Il provvedimento è stato inoltre firmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La circolare di cui sopra di Gueant sembrerebbe una risposta, pressochè immediata, al provvedimento di Maroni, la cui controreplica non si è fatta attendere.

Francia fuori da Schengen. “Dirò domani al ministro francese dell’Interno, Claude Gueant, che i tunisini cui concederemo il permesso di soggiorno temporaneo hanno diritto a circolare – ha spiegato il Ministro leghista durante la registrazione di Porta a Porta – c’è un solo modo per impedirlo: che la Francia esca da Schengen o sospenda il trattato”. Un qualcosa che sicuramente non si verificherà. In ogni caso i due ministri domani si dovrebbero incontrare, nel tentativo di trovare un ipotetico accordo. Il 26 aprile invece si vedranno direttamente i due premier, Berlusconi e Sarkozy.

A.S.