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La Giunta del Senato vota sì alla richiesta di arresto per Tedesco

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Palazzo Madama – La giunta per le immunità del Senato dice sì all’autorizzazione a procedere nei confronti di Tedesco (Pd). I leghisti non votano, il Pdl si oppone alla richiesta dei giudici di Bari. il Pd favorevole alla misura cautelare. Ora spetterà all’Aula decidere. Gasparri: “In quella sede non parteciperemo al voto“.

Giunta per le immunità – Il senatore Tedesco ha un mandato di arresto firmato dalla Procura di Bari. Il voto della Giunta per le immunità del Senato ha bocciato con 10 voti contrari e 9 favorevoli la relazione di Alberto Balboni del Pdl, che si opponeva alla richiesta di arresto del senatore Pd Alberto Tedesco.
Hanno votato contro la relazione Balboni 8 senatori del Pd, un esponente dell’Idv e uno del’Udc: la maggioranza si è divisa perché due leghisti non hanno partecipato al voto.
Ora quindi spetterà all’aula di Palazzo Madama decidere il futuro del Senatore. E già questa sera il Pdl, con il capogruppo Maurizio Gasparri e il suo vice, Gaetano Quagliariello, ha fatto sapere che sul caso Tedesco la maggioranza ha fatto la sua parte e che ora in aula non parteciperà più al voto sul senatore Tedesco.
Il Pdl non parteciperà al voto in aula ma assicurerà soltanto il numero legale“, ha detto Gasparri; e Quagliariello ha aggiunto: “La sinistra dovrà assumersi la sua responsabilità e decidere da sola sulle richieste della magistratura, noi la nostra parte l’abbiamo fatta e abbiamo dato un parere sull’arresto e una valutazione politica sull’inchiesta“.

Tedesco: “Non scappo, invoco il processo” – Nella sua audizione Tedesco ha prima ricordato che l’inchiesta a suo carico “è stata condotta oggettivamente con un intento persecutorio”, ma poi ha chiesto che in Aula “si voti per l’arresto perché siamo davanti a una persona che non sta scappando, che non vuole sottrarsi al processo, anzi lo invoca“. Il Pd con Anna Finocchiaro aveva già detto che “i componenti della giunta appartenenti al Pd non intendono in nessun modo sostituirsi ai giudici“.

 Matteo Oliviero