Libia: caos Nato. Raid occidentali uccidono tredici ribelli

La Libia diventa ogni giorno di più un sanguinoso labirinto, una pericolosa bomba ad orologeria che, dopo i primi giorni nei quali i raid occidentali sembravano aver spianato la strada ai ribelli, adesso rischia di esplodere in mano a chi pensava di poterla disinnescare. A partire proprio dalla Nato, che ha preso in mano le operazioni militari, ha sciorinato ieri i dati sull’efficacia dei bombardamenti, ma intanto per la terza volta in pochi giorni i suoi aerei hanno sbagliato bersaglio uccidendo almeno tredici ribelli.

La drammatica chiarezza della situazione la raccontano da sole le migliaia di civili e insorti che in queste ore stanno fuggendo da Ajdabiya verso Bengasi, terrorizzati dalle voci di un probabile attacco da parte delle milizie di Gheddafi. Milizie che stanno dimostrando la capacità di modificare continuamente le loro strategie offensive in relazione alle incursioni occidentali. E’ quanto sostiene il portavoce delle forze armate francesi Thierry Burckhard, il quale tiene però a sottolineare come l’impegno della coalizione non sia affatto diminuito: “abbiamo ancora 30-35 apparecchi in missione ogni giorno”, e le incursioni “continuano a produrre chiaramente i loro effetti”.

Di certo, però, c’è soltanto che gli effetti prodotti fin ora hanno sì decimato gli arsenali di Gheddafi, ma non hanno affatto reso più sicura la condizione dei civili o più vicina la vittoria degli insorti. Ne è una dimostrazione la città di Misurata, dove la richiesta di un “cessate il fuoco” avanzata dalla Nato è rimasta inascoltata, anzi: “Nel centro della città la situazione è calma – racconta un portavoce dei ribelli – ma il porto è stato colpito dai razzi delle forze di Gheddafi, che vogliono impedire l’arrivo degli aiuti via mare.” E sempre secondo il portavoce tutto ciò è avvenuto anche perché le forze internazionali hanno effettuato le loro missioni aeree sopra la città ma non avrebbero effettuato bombardamenti. Invece le forze di Gheddafi bombardano, eccome: alla Reuters gli insorti riferiscono che l’ultimo attacco di artiglieria effettuato dai miliziani del Colonnello abbia ucciso cinque persone ferendone più di venticinque.

E se ormai la guerra fra gli insorti e gli uomini del Colonnello sta diventando sempre più un estenuante gioco di logoramento psicologico, è sconfortante sapere che a Brega (città che gli insorti rischiano di perdere) i raid della Nato sbagliano bersaglio ammazzando cinque ribelli libici. Forse la richiesta di armi avanzata alle forze internazionali dagli insorti nasconde una paura inconfessabile: senza un massiccio intervento di terra, alla fine la Libia rischia di restare nelle mani di Gheddafi.

Cristiano Marti