Maroni assassino, Zazzera si scusa: Ho superato il limite

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:56

Roma – Dopo l’invettiva, il dietrofront. Il deputato dell’Italia dei Valori, Pierfelice Zazzera, si dichiara pentito per l’uscita sopra le righe di cui si è reso protagonista questa mattina nell’aula di Montecitorio, durante l’intervento del ministro degli Interni, Roberto Maroni, sulla questione immigrazione. Il politico della formazione guidata da Antonio Di Pietro aveva esposto un cartello, proprio mentre il ministro concludeva la propria relazione, su cui era scritto «Maroni assassino»: in pochi istanti è scattata la bagarre con le invettive provenienti dai banchi in cui siede la maggioranza, i cui esponenti politici la scorsa settimana sono stati al centro delle polemiche per le scenate contro il presidente dell’assemblea, Gianfranco Fini, culminate con il lancio del giornale e con il ‘vaffa‘ del ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

Zazzera: Ho superato il limite – Il gesto plateale quanto sconsiderato del deputato dell’Idv ha portato alla reazione dell’esponente della Lega Nord, Giancarlo Giorgetti, che sceso dal proprio scranno si è diretto contro il collega dell’opposizione e gli ha strappato di mano il cartellone.
Ma le reazioni non sono provenute soltanto dai partiti di governo che, adesso, desiderano che per Zazzera non si usino due pesi e due misure, facendo riferimento ai fatti accaduti la scorsa settimana, ma anche l’opposizione ha voluto porgere le dovute scuse al ministro Maroni. Così se Antonio Di Pietro ha detto: «Intendo chiedere scusa da parte del gruppo dell’Italia dei Valori», il collega Massimo Donadi ha commentato: «Il cartello esposto in Aula non rappresenta in alcun modo il pensiero del gruppo. Si è trattato di un gesto individuale non concordato con il gruppo, che non condividiamo e dal quale prendiamo le distanze. Per questo ci scusiamo».
Infine è stato lo stesso Zazzera a cercare di chiudere la vicenda: «Ho superato il limite e per questo chiedo scusa. Ci tengo a precisare, però, che il mio gesto non voleva essere un attacco personale al ministro Maroni, ma una provocazione e denuncia politica per quanto sta accadendo con i migranti, quanto accaduto a Lampedusa mi ha turbato».

Simone Olivelli