Messico, trovate fosse comuni: migranti uccisi dai cartelli della droga

San Fernando (Messico) – Decine di cadaveri ammassati in due fosse comuni. E’ stata questa la macabra scoperta fatta dalle polizia messicana nella cittadina di San Fernando, località appartenente nella regione di Tamaulipas. Secondo le prime ricostruzioni compiute dalle autorità, i corpi apparterebbero a migranti diretti verso gli Stati Uniti. L’eccidio sarebbe stato effettuato da uno dei gruppi criminali più potenti e pericolosi del Messico, i Los Zetas, impegnato nel traffico di stupefacenti nell’area centroamericana con ingenti interessi anche negli Usa. I migranti si pensa che potrebbero essere stati uccisi dopo essersi rifiutati di diventare corrieri della droga. Ma c’è anche chi pensa che possa essersi trattato di un’azione dimostrativa per imporre il proprio monopolio nel traffico di clandestini e dissuadere chi, invece, pensa di rivolgersi a gruppi rivali dei Los Zetas.

Due fosse comuni: la crudeltà dei Los Zetas – In un periodo in cui nel nostro Paese l’argomento immigrazione clandestina è al centro del dibattito politico e degli incontri internazionali tra gli stati interessati da questo triste fenomeno di import-export, guardare a ciò che succede al di là dell’oceano Atlantico, alle porte dei tanto decantati Stati Uniti, può aiutare a chiarire le idee ma anche fomentare la xenofobia intrinseca di chi, per l’imbarazzo, adduce problematiche economiche e sociali pur continuando a pensare a concetti solo in apparenza desueti come quello di razza.
La scoperta delle due fosse comuni nella regione messicana di Tamaulipas è solo l’ultimo atto di una guerra senza divise che va avanti da anni: la droga tra Messico e Stati Uniti, spesso, uccide ancor prima di entrare nel sangue dei tossicodipendenti. I cartelli si ammazzano tra loro e mettono di mezzo anche tutti coloro che si oppongono al regime di impunità che regna nella regione. E la pietà non è concessa nemmeno a chi è disposto ad attraversare il deserto e affrontare il muro che la civiltà a stelle e strisce ha alzato per difendere la propria purezza dalla contaminazione col sombrero. Solo che l’inquinamento, quello delle menti e dei cuori, non conosce barriere e latitudini.

Simone Olivelli