Processo breve: si riparte stamattina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:45

La Camera dei deputati è stata impegnata ieri in una lunga giornata di lavori, incentrata sulla discussione del processo breve. Una materia particolarmente calda, che ha spinto Silvio Berlusconi a chiedere alla sua maggioranza di non mancare l’appuntamento. Ma il dibattito è andato per le lunghe a causa  del serrato ostruzionismo esercitato dalle opposizioni che, oltre ai 200 emendamenti presentati, sono riuscite a “strappare” circa 4 ore, impiegate per completare gli interventi del giorno precedente. In pratica, con la benedizione di Gianfranco Fini e  con il conforto del regolamento, Pd e Idv hanno ottenuto una significativa dilatazione dei tempi del dibattito che riprenderà questa mattina. Il Pdl ha urlato allo scandalo, puntando  l’indice contro il presidente della Camera, mentre il Pd ha controreplicato, accusando la maggioranza di voler far passare l’ennesima legge ad personam.

Stacanovismo parlamentare – E’ stata una lunghissima giornata di lavori quella appena trascorsa a Montecitorio. I deputati, alle prese con il “processo breve“, hanno varcato la soglia del palazzo solo a notte fonda per farvi ritorno questa mattina, quando si riaccenderà il dibattito sulla discussa norma. Il provvedimento proposto dalla maggioranza non piace affatto alle opposizioni che la considerano l’ennesima legge ad personam. A suscitare l’irritazione di Pd e Idv è soprattutto la parte realtiva alla “prescrizione breve” per gli incensurati, artatamente studiata – a loro dire – per costringere su un binario morto il processo Mills. Per questo da ieri i deputati dell’opposizione hanno concertato una strategia di ostruzionismo che ha sortito i suoi effetti, ottenendo dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, una dilatazione dei tempi del dibattito. Tanto quanto basta a far infuriare la maggioranza, che è tornata a puntare l’indice contro il leader di Fli e la sua manifesta – a loro dire – mancanza di terzietà.

La maggioranza contro Fini – “Quello delle opposizioni – ha tuonato ieri il piediellino Fabrizio Cicchitto – è ostruzionismo potenzialmente eversivo. Le massime cariche dello Stato, che hanno fatto appello affinché il Parlamento lavori, devono riflettere sulle cose negative accadute questa mattina (ieri per chi legge, ndr), che mi auguro – ha continuato – siano superate con il contributo del presidente della Camera”. Nella pausa della tarda mattinata, infatti, il capogruppo del Pdl ha raggiunto Gianfranco Fini nel suo ufficio di presidenza  per denunciare quanto accaduto in Aula, ottenendo dal suo ex collega di partito una scrollata di spalle e una risposta alquanto aleatoria: “Che posso farci? – avrebbe detto Fini a Cicchitto – Di fronte alle procedure e al sostanziale rispetto del regolamento non posso che rimanere neutrale“. Per quanto, messo ancora alle strette, il presidente della Camera pare abbia concesso qualcosa: “Non si può non sottolineare – avrebbe osservato Fini – che molteplici richieste di intervento rischiano, se reiterate, di compromettere la funzionalità della Camera. Se l’ostruzionismo prosegue, riduco i tempi“.

Berlusconi furioso –  Non è tutto: puntualmente informato di quanto avvenuto a Montecitorio, Silvio Berlusconi ha ieri rimarcato il suo desiderio di “vendetta” nei confronti del leader di Fli. “Così non si può andare avanti – avrebbe detto ai suoi il premier – Dobbiamo sottoporre la questione a Napolitano. Questa gestione dell’Aula non è super partes, è una vergogna”. In pratica l’annuncio di una guerra senza quartiere che verrà ingaggiata contro Gianfranco Fini, di cui Berlusconi chiede adesso la testa. Una richiesta pressante, ma che passa in secondo piano in vista della priorità assoluta, ovvero l‘approvazione del provvedimento sul “processo breve“.  A causa del regolare ostruzionismo esercitato dalle opposizioni ieri alla Camera, il testo rischia di essere approvato soltanto nella prossima settimana e di compromettere il risultato del disegno messo a punto dal governo. Senza considerare che ieri a Montecitorio la maggioranza ha fatto l’en plein, tanto da costringere alcuni ministri rimasti in piedi a trovare posto negli scranni dei deputati. Un “pienone” che verrà replicato anche oggi e che ha costretto il presidente del Consiglio a convocare il Cdm in un orario irrituale, durante la pausa pranzo, per evitare di far registrare insidiose defezioni alla Camera.

La risposta dell’opposizione – Quanto all’opposizione, raggiunta dagli “strali” della maggioranza, ha controreplicato con veemenza. “Dovrebbero vergognarsi di dire cose del genere – ha osservato Pier Luigi Bersani facendo riferimento ai bofonchiamenti levati dai banchi opposti – Noi stiamo usando tutti gli strumenti regolamentari perché sappiamo che hanno l’intenzione proditoria di invertire ancora una volta l’ordine del giorno. Si vergognino loro a obiettare qualcosa – ha rincarato il segretario del Pd – noi siamo rispettosi del Parlamento e stiamo usando strettamente gli strumenti parlamentari per fare fronte a continui colpi di mano”.

Maria Saporito

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