Berlusconi: Per migliorare l’Italia cambiamo questa Costituzione

Berlusconi vs Costituzione, ennesimo atto – Inquadrare il problema è il primo passo per giungere alla soluzione. Ciò vale per tutti gli ambiti della vita e la politica non fa di certo eccezione. Gli italiani di problemi con cui convivere pare ne abbiano tanti: la disoccupazione, l’economia stagnante, il conflitto di interessi come stile di vita, l’incapacità a far sì che i propri diritti vengano riconosciuti, una società sempre più sfibrata e una cultura bistrattata nel suo essere un potenziale inghippo per il consenso a reti unificate di cui ha bisogno chi detiene il potere. Ma a quanto pare la soluzione o per meglio dire la causa prima di tutte le disgrazie italiche è sotto gli occhi di tutti da più di sessant’anni e ha un nome: Costituzione.
Sì è proprio così, o almeno è questo il pensiero del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che su quella carta ha giurato. Nel corso di una cerimonia che ha avuto luogo oggi a Palazzo Chigi, il premier ha detto: «Per avere in Italia una vera democrazia bisogna cambiare l’architettura istituzionale e riformare la Costituzione».

«Modificare l’architettura costituzionale» – Il primo ministro, poi, ha analizzato a fondo la questione descrivendo perché è impossibile attuare le giuste riforme per migliorare il Paese: «E’ necessaria una riforma dell’architettura costituzionale perché il Governo non ha il potere di decidere ma può al massimo suggerire al Parlamento un provvedimento. Questo va poi nelle Commissioni parlamentari, poi in aula, infine deve piacere al Capo dello Stato. Una legge che è un purosangue quando esce dal Consiglio dei ministri, diventa un ippopotamo alla fine di questo iter».
Berlusconi ha proseguito: «Inoltre se non piace ai giudici della sinistra quella legge viene impugnata davanti alla Corte costituzionale che, poiché è composta per la maggior parte da giudici di sinistra, la rende nulla. Dunque per avere una vera democrazia bisogna cambiare la Costituzione e riformare questa architettura istituzionale».
A questo punto ci pare doveroso suggerire al presidente del Consiglio una strada più breve e meno faticosa per migliorare l’Italia: fare finta che la Costituzione non esista o, ancora meglio, abolirla. Una bella monarchia assoluta su misura e voilà spariti i problemi.
Ma nel decreto milleproroghe è stato inserito anche un emendamento sul prolungamento dei tempi riguardanti l’efficacia dei pesci d’aprile?

Simone Olivelli