Casini e Bersani: prove tecniche di una difficile convergenza

Santa alleanza? Convergenza costituzionale? In qualunque modo la si voglia chiamare, il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, è convinto che per accelerare il declino del berlusconismo è necessario ricorrere a un gioco di squadra. Il segretario dei democratici lo ha ricordato qualche giorno fa alla presentazione del libro di Mario Tronti, a cui ha partecipato anche Pier Ferdinando Casini. ” Proponiamo una fase ricostruttiva – ha detto Bersani – a larga partecipazione“. Ma il leader dei centristi, interpellato sull’argomento, ha sostanzialmente chiuso alle advances dell’ex ministro: “Chi oggi propone una ‘Santa Alleanza’ – ha notato Casini – cade in una grande trappola“.

Casini dice no alla Santa Alleanza – Impegnati entrambi a costruire un futuro politico alternativo a quello proposto da Silvio Berlusconi, Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi Bersani si sono incontrati due giorni fa alla presentazione dell’ultimo libro di Mario Tronti. L’occasione ideale per scambiarsi opinioni e valutazioni sulla contingenza politica e per prefigurare un disegno capace di archiviare Berlusconi e il “berlusconismo“. Ma se l’intento appare identico, le metodologie ipotizzate dai due leader sembrano invece non combaciare. “Dopo Berlusconi – ha spiegato Casini – avremo a che fare col ‘berlusconismo’ e per uscirne quello della legge elettorale sarà un tema ineludibile avendo come obiettivo di fare incursione nel suo campo (del premier, ndr). Il pericolo maggiore, il grande ostacolo – ha aggiunto il centrista – è che oggi si afferma da parte della destra che tutti sono uguali e quindi che alla fine Sansone morirà con tutti i Filistei, ovvero che con Berlusconi morirà la politica”. Non solo: “Walter Veltroni – ha ripreso il leader dell’Udc che ha rivolto la sua attenzione anche al Pd – ha commesso un grande errore all’inizio dell’attuale legislatura, illudendosi che il bipartitismo portasse una rendita di posizione al Pd. Una trappola grande come una casa. Il fatto è – ha continuato Casini – che cade nella stessa trappola chi oggi a sinistra propone una ‘Santa Alleanza’, almeno nei termini tradizionali”.

Bersani: “Occorre larga partecipazione” –  “Compito dei partiti responsabili e veri – ha spiegato invece Bersani – è quello di raccogliere le pulsioni e portarle a ordine. E quando dico partito, non ho in mente cose del passato. Quando arriveremo al dunque (alla fine dell’era Berlusconi, ndr) non sarà solo un cambio di governo, ma l’avvio di una riforma che toccherà la legge elettorale e le istituzioni. Io – ha precisato il segretario del Pd – non ho mai proposto una ‘Santa Alleanza’, ma una fase ricostruttiva a larga partecipazione a tutte le forze di opposizione. E continuerò a dirlo anche se mi verrà risposto di no. Chi non ci sta – ha continuato il democratico – dovrà dire cosa altro si può fare. Io mi rivolgo ad una convergenza di significato costituzionale tra moderati e progressisti per superare il populismo, guardando avanti – ha ribadito Bersani – e non indietro”. I due cinguettano, ma non duettano ancora.

Maria Saporito