Cassazione: i pazienti senza speranza non devono essere operati

Rispetto per il codice deontologico. I pazienti che non hanno alcuna speranza di vita non devono più essere sottoposti a interventi chirurgici. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza che, come di solito succede quanto si vanno a toccare simili temi etici, non mancherà di suscitare polemiche. Secondo la Cassazione vanno contro il codice deontologico quei medici che insistono col voler operare pazienti affetti da patologie incurabili e che lasciano loro poco tempo per vivere. Ciò vale, continua la stessa sentenza, anche se è stato lo stesso paziente a dare il proprio consenso informato agli interventi chirurgici.

Omicidio colposo. La sentenza è arrivata alla fine di un processo in cui tre medici dell’ospedale San Giovanni di Roma sono stati condannati per il reato di omicidio colposo. I tre dottori avevano deciso di operare una paziente di 43 anni già gravemente malata, facendola morire nel corso dell’operazione. La donna aveva un tumore al pancreas con metastasi già diffuse in tutto il corpo e un’aspettativa di vita che non andava oltre i 6 mesi. L’intervento chirurgico, secondo quando sentenzia la Cassazione, non sarebbe stato solo inutile, ma addirittura nocivo. Da qui la condanna per i dottori, i quali non avrebbero dovuto compiere nessuna operazione su una paziente già condannata alla morte.

Gianluca Bartalucci