Costa d’Avorio, l’Ue: cancelliamo le sanzioni. Scoperto l’orrore delle vittime

“L’Unione Europea sta lavorando su un testo per rimuovere le sanzioni il prossimo martedì, in occasione di un meeting dei ministri degli Esteri europei”. E’ quanto ha rivelato una fonte diplomatica a Bruxelles parlando delle prospettive politiche in Costa d’Avorio. Martedì si discuterà della richiesta fatta da Alassane Ouattara (presidente riconosciuto dalla Comunità internazionale) di sospendere le sanzioni contro il suo Paese. Le più incisive riguardano quelle imposte alle autorità portuali che fin ora hanno impedito le esportazioni di cacao e caffè, commercio sul quale si regge l’economia ivoriana. L’embargo ai due porti principali del Paese era stato imposto per costringere il presidente Laurent Gbagbo a lasciare il potere in favore di Ouattara. Ma adesso l’auspicio dell’Ue è quello di poter rilanciare un’economia in ginocchio a causa di un conflitto iniziato lo scorso novembre.

L’annuncio fatto da Michael Mann, portavoce del capo della diplomazia europea Catherine Ashton, arriva quasi contemporaneamente allo svelarsi in Costa d’Avorio di una situazione umanitaria sempre più allarmante. Una squadra dell’Onu ha, infatti, scoperto oltre cento corpi disseminate in tre località diverse nell’ovest del Paese. Una conferma ulteriore del massacro di Duekouè, avvenuto ad opera delle forze di Gbagbo lo scorso 28 marzo. Questi ritrovamenti, spiega il portavoce dell’Alto commissario Onu per i diritti umani,  portano a “244 il numero di vittime confermate negli incidenti del 28-29 marzo”.

Ma la denuncia non riguarda soltanto la strage di Duekouè. L’allarme umanitario lanciato dall’Onu è quello di una spirale di violenza che si è andata intensificando nelle ultime settimane: a Blolequin, città ad ovest di Duekouè, sono stati rinvenuti 40 cadaveri; a Guglio altri 60. Per non parlare della situazione nella capitale: ad Abidjan scarseggiano i generi alimentari e non si riesce più ad avere una costante fornitura di elettricità. Sono quasi 1.100 gli stranieri che hanno lasciato fin ora la città, aiutati dalla forza francese Unicorno a rifugiarsi in Senegal, Togo e Ghana. Accade tutto questo ad Abidjan mentre Alassane Ouattara parla già da Presidente in televisione e annuncia l’assalto finale al palazzo dove è nascosto il suo avversario: “Laurent Gbagbo si è asserragliato nella residenza presidenziale con armi pesanti e mercenari. Ho ordinato di isolare il perimetro dell’edificio, per mettere in sicurezza gli abitanti della zona.

Cristiano Marti