Il delirio di Stracquadanio specchio della dialettica politica in Italia

Stracquadanio ma lei c’è o ci fa? – «Lo sa cos’è questo circolo? Ebbene glielo dico: è un letamaio, sì è un letamaio, insisto, e non gliel’ho detto prima perché sono un signore e signori si nasce, e io lo nacqui, modestamente. Non solo non ci metterò piede io, ma non permetterò nemmeno al mio cameriere di mettere piede in questo ambiente lurido e fetente». Era il 1960, a parlare era Totò e, soprattutto, faceva ridere.
Giorgio Clelio Stracquadanio, deputato in quota Pdl, è nato un anno prima del celebre film Signori si nasce, diretto da Mario Mattoli, e di mestiere non dovrebbe far ridere. L’impegno dovrebbe essere ancora maggiore quando il caso ti ha dato in eredità un cognome che, se non si conoscesse il mestiere di Giorgio Clelio, farebbe pensare subito a un ipotetico personaggio interpretato dal mai dimenticato principe Antonio de Curtis.

L’intervento ad Annozero – E in fondo, il pidiellino ospite ieri ad Annozero probabilmente non aveva nessuna intenzione di suscitare l’ilarità dei presenti e per capirlo è sufficiente guardare la mimica con cui rispondeva alle reazioni degli ospiti in studio e del pubblico: muscoli facciali che si contraevano a scatti, acuti della voce improvvisi, sorrisi isterici.
Tuttavia pare non essere riuscito nell’intento e così il soliloquio di Stracquadanio si è trasformato in sproloquio man mano che i minuti passavano. All’indomani della puntata viene naturale chiedersi se quella del deputato del Pdl possa essere stata una strategia ostruzionista opportunamente pianificata a tavolino o se sia piuttosto da considerarsi una vera e propria epifania dello stato della dialettica politica che vige nel nostro Paese e in particolar modo all’interno di quella maggioranza che da settimane – ma basterebbe fare un passo indietro dall’attualità per potersi accorgere che il discorso potrebbe essere esteso anche al passato, nemmeno più così recente – è impegnata strenuamente nel tentativo di salvare l’immagine del governo e del suo premier, di cui oramai si discute soltanto per i suoi presunti pagamenti di minorenni a scopo sessuale, per l’abuso della proprio ruolo istituzionale e per le mezze bugie dette qui e lì.
Tutte cose che dovrebbero essere dimostrate in sede processuale, se solo si accettasse l’idea secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Fino ad allora, le suddette ipotesi rimarranno soltanto presunte oscenità e il cui sospetto danneggerebbe, prima di chiunque altro, lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Invece, per quanto riguarda Giorgio Clelio Stracquadanio di presunto rimane ben poco.

Simone Olivelli