Ex Bertone, operai chiedono intervento di Cota e Chiamparino

L’investimento alla Bertone resta in alto mare.
La Fiom non vuole firmare l’accordo stile Mirafiori/Pomigliano, le sigle sindacali non sono compatte e intanto si raccolgono firme per un nuovo referendum.
Da ieri sono stati tirati in ballo ufficialmente il presidente della regione Piemonte, Roberto Cota,  e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, per mediare sulla vicenda di Grugliasco. 10 Rsu su 16, visto che le minoranze di Fim, Uilm e Fismic non hanno partecipato alla riunione, hanno chiesto, infatti, l’intervento dei due esponenti delle maggiori istituzioni piemontesi per mediare e riuscire laddove fino ad ora le parti sociali hanno fallito. Ora, o si trova un accordo o si va verso il referendum e l’ennesimo strappo tra sindacati.

Un incontro rapido. L’incontro dovrebbe svolgersi “rapidamente, nei prossimi giorni”, ha commentato Sergio Chiamparino, aggiungendo che “sarebbe forse opportuno incontrare le Rsu insieme a Cota”.
“Io ovviamente – ha detto il sindaco ieri sera – sono disponibile a fare la mia parte come credo di aver sempre fatto in questa vicenda”.
Anche la Regione si è sempre mostrata disponibile a scendere in campo. Nei giorni scorsi era stato infatti l’assessore regionale all’industria a dichiarare che “la Regione si rende disponibile per trovare una soluzione alla vicenda Bertone”. Contemporaneamente la casa automobilistica dovrà dire se intende consegnare il testo di un possibile accordo ai sindacati in modo da riconvocare le organizzazioni sindacali e riaprire di fatto una trattativa ad oggi sospesa.
Sempre ieri Fim, Uilm e Fismic sono tornati a chiedere alla Fiat di avanzare un’ipotesi di intesa su cui eventualmente consultare i lavoratori.
Per quanto riguarda la scelta dell’intervento dei titolari delle Istituzioni regionali e comunali occorre ricordare che era stato anche il Comune a promuovere l’acquisto della Bertone da parte della Fiat.

La Fiat. Ieri Marchionne ha parlato all’università di Bologna e ha lasciato qualche spiraglio di discussione elogiando “quei sindacati che hanno saputo accettare con noi la sfida del cambiamento a Pomigliano e Mirafiori”. L’Ad ha anche aggiunto, però, che “la Fiat non rinuncia al dialogo se si mettono da parte le idee anacronistiche e si è in grado di garantire il pieno utilizzo degli impianti come avviene in tutta l’industria automobilistica mondiale”. La Fiat non vuole rischiare di investire senza un’adesione della maggioranza dei lavoratori al proprio progetto.

Marco Notari