Fincantieri, Bono: la situazione è drammatica. Ugl: l’Ad convochi un tavolo nazionale

Per Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, l’attuale situazione della cantieristica è “drammatica”.
Oggi a Trieste Bono è ritornato sullo scottante problema dei lavoratori, ricordando che a livello occupazionale c’é “una grandissima, mia personale, preoccupazione. Cercheremo di lavorare al meglio per limitare gli impatti negativi, facendo anche uno sforzo di fantasia”.

Saremo costretti a ridurre la capacità produttiva, cercando di limitare al massimo i problemi”, ha aggiunto ancora Bono, dicendo di voler “aspettare i tempi giusti” per la presentazione del piano industriale, che riguarderà anche gli aspetti occupazionali del gruppo.
La cassa integrazione, ha detto ancora l’Ad, “sarà destinata ad aumentare nel prossimo futuro, perché anche se prendessimo delle navi adesso, prima di un anno, un anno e mezzo non riusciremmo a portarle in cantiere e costruire”.
Secondo l’Ad di Fincantieri, l’unica mossa che il Governo potrebbe mettere in campo è “ordinare le navi. Non è che noi abbiamo bisogno di altro, con i soldi non si sostituisce il lavoro. Se abbiamo bisogno di soldi li chiederemo, ma il problema è il lavoro”.
“Nel 2009 c’erano in tutta Europa 16 navi in costruzione, oggi ce ne sono 7, in parte derivano da ordini precedenti. Avete sentito? – ha detto rivolgendosi ai giornalisti presenti all’incontro per la presentazione a Trieste della nave Favolosa da parte di Costa Crociere – Carnival pensa di costruirne 2-3 l’anno, se anche le prendessimo tutte noi non ci basterebbe”.
Le prospettive “non dipendono da noi, ma dalla capacità degli Stati o delle Compagnie”.

Le reazioni a caldo. “Invece di continuare a rendere conto della situazione di Fincantieri alla stampa, Giuseppe Bono dovrebbe convocare un tavolo nazionale a Palazzo Chigi per affrontare la situazione responsabilmente, con le parti sociali e le istituzioni”. A dichiararlo il vicesegretario dell’Ugl.
Metalmeccanici con delega alla cantieristica, Laura De Rosa, aggiungendo che “l’amministratore delegato dovrebbe condividere con chi di dovere le informazioni di cui è in possesso, perché i lavoratori, allarmati da dichiarazioni che rimangono nel vago, chiedono informazioni sul loro futuro ai sindacati, e non di certo ai giornalisti”.

Marco Notari