Immigrati, Mantovano: paradossale se la Francia non ci dà una mano

Alfredo Mantovano ha da poco ritirato le dimissioni da sottosegretario all’Interno rassegnate qualche giorno fa in seguito alla delusione legata alla cattiva gestione dell’emergenza migranti a Manduria. Confortato dai nuovi risultati centrati dal governo, il deputato del Pdl ha ripreso a pieno ritmo la sua attività, partecipando all’Unità di Crisi che dovrà fronteggiare il problema immigrati. Interpellato questa mattina da Maurizio Belpietro, il sottosegretario ha spiegato: “Nessuno Stato Ue che aderisca al trattato di Schengen può rifiutarsi di accogliere una persona”. E sul presunto braccio di ferro con la Francia: “Sarebbe paradossale – ha detto Mantovano – se la trattativa con la Francia risultasse più difficile di quella che il governo italiano ha realizzato con la Tunisia”.

Mantovano e la “frecciata” ai francesi – “Se la Francia è stata così volonterosa da precedere altri nell’impresa libica, non sta bene che noi sopportiamo per intero le conseguenze”. Così, con un tono vagamente polemico, il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano (che proprio ieri ha ritirato la sua richiesta di dimissioni dalla compagine governativa), ha lanciato la sua provocazione alla Nazione retta da Nicholas Sarkozy. “Spero che i colloqui che Maroni avrà oggi con il ministro dell’Interno francese e lunedì con i ministri degli Interni della Ue – ha detto il pidiellino al telefono con Maurizio Belpietro – non siano più difficili della trattativa che il governo italiano ha realizzato con la Tunisia, sarebbe un paradosso“. Del resto, ha spiegato Mantovano: “A fronte di un permesso umanitario, nessuno Stato Ue che aderisca al trattato di Schengen può rifiutarsi di accogliere una persona, fino al limite temporaneo di 3 mesi. Il problema sorge eventualmente dopo – ha precisato – con la necessità di altra documentazione per la permanenza”.

Coinvolgimento europeo – “Se si vuole gestire questa situazione non all’insegna della conflittualità ma della soluzione dei problemi – ha rincarato il sottosegretario all’Interno – si può immaginare un piano di riparto tra tutta l’Unione Europea. Auspico che un’intesa tra Italia e Francia venga raggiunta alla luce delle ottime relazioni che ci sono state in tema di immigrazione, ma anche perché – ha continuato Mantovano – una conflittualità è da evitare tra due Nazioni cofondatrici delle Ue”. E sull’accordo appena siglato con la Tunisia: “Non bisogna né farci illusioni né cedere allo scoraggiamento – ha detto il pidiellino – La situazione del governo tunisino non e’ stabile, ma ieri sera l’accordo ha iniziato a dare i suoi frutti, con il primo rimpatrio partito direttamente da Lampedusa”. E interpellato infine sul motivo che lo ha spinto a fare dietrofront sulle dimissioni: “Le questioni che erano alla base delle dimissioni – ha spiegato il sottosegretario –  hanno avuto una soluzione positiva, sia sul fenomeno nel suo insieme con la valvola di sfogo del permesso umanitario, sia sulla distribuzione dell’accoglienza sul territorio nazionale, che ora oltre che sul Sud – ha sottolineato Mantovano – è ripartita anche al Centro e c’è qualche avvio di riconsiderazione anche nel Nord”.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.