John Travolta diventa il mafioso John Gotti jr. sul grande schermo

In preparazione una pellicola sul clan Gambino – La preferenza era stata espressa proprio da John Gotti jr. in persona: se qualcuno doveva impersonarlo sul grande schermo, quel qualcuno doveva essere John Travolta. Sarà per il suo essere diventato un icona italo-americana sin dai tempi del leggendario Tony Manero, o per chissà quale altro motivo. Di certo non per questioni di affinità estetiche, visto che di somiglianza, tra l’ex-boss mafioso e l’attore, non sembra essercene molta. Fatto sta che il volere del boss è diventato realtà: già da diversi giorni John Travolta ha firmato infatti per impersonare il suo personaggio nel progetto indipendente Gotti: Three Generations, diretto da Nick Cassavetes, figlio del grande John.

Martedì 12 aprile si terrà all’Hotel Sheraton di New York, sulla 7th Avenue, la conferenza stampa del film, alla quale presenzieranno John Travolta, Nick Cassavetes e – udite udite – anche lo stesso John Gotti Jr.; il quale non è solo uno dei protagonisti della pellicola ma – abbandonato ormai da anni il mondo del crimine, dopo essere uscito di carcere nel 2005 – anche uno dei soci della casa di produzione del film, la Fiore Films, che prende il nome dal suo amministratore delegato Marc Fiore. Anche lui, sembra, con qualche anno di sbarre all’attivo. Il progetto – che tanto indipendente poi non sembra, visto che il suo budget si aggira sui 75 milioni di euro – vede anche il coinvolgimento di Leo Rossi, sceneggiatore e già autore dello script di Mafioso: The, Father, The Son, film incentrato sul clan dei Paradiso, che per decenni ha dominato la scena del crimine organizzato di Filadelfia.

La pellicola sarà incentrata sul rapporto tra John Gotti Jr., detto “Teflon Don”, e suo padre John Gotti Sr., noto come “Dapper Don”, entrambi boss storici (uno ora pentito, l’altro morto in carcere nel 2002) del clan Gambino, che per anni ha dominato la scena della malavita newyorchese. Come prevedibile, Gotti: three generations non non ha ancora aperto i battenti alla fase di lavorazione e già si è attirato l’odio delle associazioni di italo-americani, piuttosto stanchi di essere rappresentati sempre come mafiosi-mangiaspaghetti. “Purtroppo gli artisti italo-americani inseguono i soldi, noncuranti del danno che provocano all’immagine del loro popolo d’origine” è stato uno dei commenti via Facebook dell’Italian American One Voice Coalition, un’organizzazione in difesa dell’immagine italo-americana negli Stati Uniti, che non sembra aver preso bene il coinvolgimento di Travolta nella pellicola.

Roberto Del Bove