Libia: Rasmussen corregge Hardin, la Nato si scusa per vittime civili

Guerra in Libia. La Nato cerca di rimediare alla brutta figura fatta dal vicecomandante dell’operazione ‘Unified Protector’, Russ Harding, il quale si è rifiutato in conferenza stampa di chiedere scusa per le vittime civili causate dal raid aereo di giovedì a Brega, in Libia. A correggere il tiro è, oggi, il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che esprime “forte rammarico per la perdita di vite umane” a seguito del fuoco amico. “La situazione su terreno è molto fluida – ha spiegato Rasmussen – nel passato abbiamo visto che carri armati sono stati usati dal regime di Gheddafi per attaccare i civili”. “L’unica ragione per cui i nostri aerei colpiscono equipaggiamento militare – ha tentato di giustificarsi il numero uno della Nato – è che potrebbero essere usati per attaccare i civili, ma posso assicurare che facciano il possibile per evitare vittime civili”.

Harding: Non voglio chiedere scusa per i morti civili. In maniera assai più cruda, il vicecomandante Russ Harding ha ammesso che, in occasione dei raid aerei Nato dei giorni scorsi, sono stati colpiti anche obiettivi amici, con l’uccisione involontaria di ribelli e civili. Harding ha anche sottolineato che i due fronti, quello lealista e quello degli insorti, sono assai vicini e che, dunque, non è facile individuarli e distinguerli dall’alto per i piloti dei bombardieri. Infine, a un cronista che chiedeva se la Nato non si sentisse in dover di chiedere scusa per le morti fra i civili, Harding ha risposto senza mezzi termini: “Non voglio chiedere scusa per le morti di civili per due motivi: primo perché vedendoli dall’alto non possiamo identificare di che natura siano i mezzi e secondo perché vedendo quei veicoli che si spostavano avanti e indietro potevamo presupporre che fossero di forze leali al colonnello Gheddafi”.

R. E.