Palermo, Zamparini replica a Cosmi: “Dice cose non vere e piene di acredine”

Palermo, Zamparini contro Cosmi. Il Palermo continua ad essere una pericolosa polveriera, nella quale si vive giorno dopo giorno un tremendo tutti contro tutti, che continua a minare la serenità dell’intero ambiente rosanero. Dopo l’esonero dalla panchina del Palermo, ha parlato alla Gazzetta dello Sport Serse Cosmi, che ha descritto cosa sarebbe successo durante le ore precedenti il derby perso in malo modo contro il Catania, ed anche l’aria che si sta respirando in questo momento all’interno dello spogliatoio rosanero. Uno spogliatoio descritto dall’allenatore come diviso e spaccato in varie fazioni, legate alle varie nazionalità d’appartenenza dei giocatori. Una descrizione che non è stata presa bene dal presidente del Palermo Maurizio Zamparini, che ha duramente replicato nella serata di ieri.

“Tutto nasce dall’esclusione di Pastore” – Cosmi ha descritto così le ore precedenti il derby perso col Catania: “Domenica alle 10 ho sentito Zamparini, dicendogli che avrebbe giocato Miccoli e non Pastore in attacco. Il ‘Flaco’ non era in gran condizione, ed era stato 12 giorni con la nazionale. Il presidente si è arrabbiato, ed abbiamo avuto una discussione violenta. Ho confermato comunque la formazione provata negli allenamenti, ma poco prima della gara è venuto a parlarmi un Miccoli visibilmente distrutto, che mi dice di lasciarlo fuori per salvare me stesso, visto che aveva già saputo tutto. Decido quindi di mettere Hernandez e di lasciare entrambi in panchina, ma la squadra sa ormai tutto e non entra in campo serena“. 

Zamparini: “Cosmi non dice il vero” – Nella serata di ieri c’è stata questa dura replica di Maurizio Zamparini alle dichiarazioni rilasciate da Serse Cosmi: “Le parole di Cosmi mi hanno fatto male, perché non sono vere. A lui ho chiesto soltanto il motivo per cui aveva deciso di non fare giocare Pastore. L’ho sentito alle dieci del mattino di domenica, e gli ho anche detto che se avesse perso e non avesse fatto giocare Pastore lo avrei cacciato. Le sue sono dichiarazioni che si sarebbe potuto anche risparmiare, visto che l’ho pagato 500 mila euro per cinque partite. Dice cose false che danneggiano il Palermo, perché io a Miccoli voglio bene, è il mio capitano, un patrimonio del Palermo“.

Simone Lo Iacono