Parmalat, l’Ue segue il Governo su Lactalis. Rischio beffa per le vittime del crack

L’Ue ci guarda. Il commissario europeo alla concorrenza Joaquin Almunia ha detto di “seguire da vicino” gli sforzi del Governo italiano per impedire alla francese Lactalis la scalata per assumere il controllo di Parmalat: l’obiettivo è quello di assicurare che non ci siano ostacoli ingiustificati a un’operazione transnazionale.
Il riferimento esplicito è al decreto confezionato ad hoc dall’Esecutivo permettere a Parmalat di rinviare l’assemblea dei soci fino a giugno, dando al maggior gruppo alimentare quotato del paese più tempo per trovare investitori italiani. L’assemblea, in agenda inizialmente il 12-14 aprile, avrebbe permesso, infatti, al terzo gruppo del settore al mondo, Lactalis, di assumere il controllo del Cda di Collecchio.
“Quando si presenta una transazione cross-border, sappiamo di dover prevenire tentazioni protezionistiche nei mercati interni”, dice Almunia nel testo di un discorso preparato per il forum sulla concorrenza in Svizzera.
“Per questo guardo da vicino gli sviluppi sull’acquiszione di Lactalis di una partecipazione in Parmalat. Stiamo esaminando se il caso possa essere rivisto alla luce delle norme Ue sui merger”.

Rischio beffa per i risparmiatori. Brutte notizie per i risparmiatori vittime del crack finanziario del gruppo emiliano. Dalle colonne del Corsera si apprende che dal 18 aprile sarà più difficile ottenere i rimborsi per i risparmiatori in attesa di risarcimento dopo il crack Parmalat.
Il 18 aprile, spiegano sul quotidiano milanese, è attesa la sentenza di primo grado nel processo per aggiotaggio presso il Tribunale di Milano contro 4 banche estere e 5 manager degli istituti coinvolti. Nel caso di aggiotaggio, tuttavia, la prescrizione del reato per le persone fisiche scatta dopo sette anni e mezzo. Secondo le stime del giornale, c’è il rischio di una vera e propria beffa per 80 mila risparmiatori.

Marco Notari