Rivellini lascia Fli: “Non credevamo che il leader fosse Bocchino”

“Lascio il Fli“, parola di Enzo Rivellini: l’eurodeputato passato coi finiani dopo lo scisma nel Pdl decide di fare marcia indietro. E lasciare, appunto, Futuro e Libertà, “o per meglio dire l’illusione che questa rappresenta – ha spiegato Rivellini – visto che non è linea con quanto deciso all’unanimità al congresso di Milano da tutti i militanti presenti”.

“Resta il dato – ha spiegato ormai ex Fli – che non sono state affrontate le questioni evidenziate in questi giorni come il fatto che i vertici del partito negano la democrazia partecipata e, al contrario di quanto affermano in pubblico, trovano scandalose le posizioni di chi vuol ancorare il partito al centrodestra, per poi trovare naturale che massimi dirigenti sfilino sotto le bandiere rosse della sinistra radicale“.

Parlamentare europeo dalle 110 mila preferenze, di cui 85mila circa in Campania, Rivellini è un tassello fondamentale della politica campana, a destra, e in tempi di amministrative come quelli che si stanno avvicinando. Non a caso, l’addio – praticamente – definitivo è arrivato dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Italo Bocchino a Radio24 e dopo un colloquio telefonico con Gianfranco Fini.

“Abbiamo deciso di togliere dall’imbarazzo gli stessi Fini e Bocchino”, visto il loro “assordante silenzio sulle questioni poste in questi giorni dal nostro territorio”, ha precisato il parlamentare. Ovvero, in merito alla vicenda delle comunali napoletane e la decisione, da parte dello stesso Rivellini, di appoggiare il candidato a sindaco del Pdl Gianni Lettieri e non Raimondo Pasquino, candidato dal Terzo polo.

“A questo punto desideriamo autodenunciarci perché a Milano, purtroppo, siamo stati vittime di un’illusione collettiva o di un gioco di prestigio”, ha attaccato Rivellini, chiudendo. “Tutti eravamo convinti di aver eletto Gianfranco Fini e, invece, il giorno dopo sui giornali abbiamo scoperto che il nostro presidente è Italo Bocchino“.

v.m.