Torna il popolo per un parlamento pulito. Manifestazione il 16 aprile

Operazione parlamento pulito – 350 mila cittadini aspettano ancora una risposta dal Senato, dove riposano le firme per le leggi di iniziativa popolare raccolte in tutte le piazze dal Movimento 5 stelle capitanato da Beppe Grillo.

I provvedimenti –
Le idee proposte con le firme sono tre, fuori i condannati dal Parlamento, è un controsenso infatti, secondo Grillo, “che un parlamentare condannato per non aver rispettato la legge sia lì a votare le leggi che i cittadini debbono rispettare”. Ripristino del voto di preferenza, per dare la possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, e quindi evitare la famosa campagna acquisti a cui si è assistito nei giorni scorsi, e il limite di due legislature per ogni politico.
Sono state proposte al Senato addirittura durante il governo Prodi, ma il nostro ordinamento prevede che se entro due legislature non si arriva all’approvazione, decade automaticamente.
Questo è il motivo per cui i grillini hanno scritto una lettera a Napolitano e stanno organizzando una mobilitazione per sabato 16 aprile, anche davanti a Montecitorio: “Föra da i ball i condannati della politica!!!” .

La lettera a Napolitano – Gentile Presidente, scrivono i grillini, in qualità di firmatari e sostenitori della proposta di Legge di iniziativa popolare in oggetto, ci vediamo costretti a evidenziare con disappunto come fino ad oggi, 6 aprile 2011, non sia ancora terminata la discussione su tale testo. Nulla si è fatto, ribadiscono: Nessuna commissione o organismo responsabile ha avviato una reale discussione sulla stessa. La scadenza è dietro l’angolo: La legislatura attuale sta avviandosi verso la conclusione. Al suo termine, la Proposta depositata decadrebbe avendo essa valore per due legislature ed attraversando, appunto, il secondo periodo con quella attuale. Qualora tale Proposta decadesse per sopraggiunti termini, si renderebbe inefficace lo strumento di partecipazione popolare introdotto nella nostra Costituzione”.

Matteo Oliviero