Yara, pm Ruggeri smentisce: Trovato solo il terriccio del campo di Chignolo

Omicidio Yara: uccisa a Chignolo? – Ormai è diventato quasi un rituale che si ripete con precisione: per un po’ circolano nuove indiscrezioni sulle indagini circa l’assassinio di Yara Gambirasio, dalla Procura quasi un silenzio assenso per poi, dopo qualche giorno, smentire categoricamente i nuovi dettagli senza tuttavia dare l’impressione che tra le mani si abbiano elementi tali da avvalorare la decisione con cui si escludono le suddette ipotesi. Sul cadavere della ragazzina trovata morta lo scorso 26 febbraio, a tre mesi dalla sua scomparsa, non sarebbe presente del terriccio diverso da quello del campo di Chignolo d’Isola. Ad assicurarlo è il pm titolare dell’inchiesta, Letizia Ruggeri, che ai microfoni del Tgcom dichiara: «Tutto quello che viene scritto non è vero».

I tanti quesiti irrisolti – Gli inquirenti sembrano non avere alcun dubbio: Yara è stata prelevata appena uscita dalla palestra, la sera del 26 novembre, portata a Chignolo, uccisa, e lasciata lì. Per tre mesi nessuno si sarebbe accorto di nulla. E’ questo ciò che si evince dalla voce del magistrato Letizia Ruggeri: «Il terriccio trovato sul corpo di Yara è quello del campo dove è stata trovata a Chignolo d’Isola. Non ce ne sono altri».
Quello che colpisce però è come, nel corso di queste settimane, non siano stati forniti elementi che rafforzino le poche convinzioni degli investigatori. Non che sia un obbligo, anzi spesso mantenere un certo riserbo sullo sviluppo delle indagini è una strategia utile per avvicinarsi al colpevole di un delitto senza che questi si senta braccato, ma è altrettanto vero che nel giallo di Brembate la sensazione che ci si trovi ancora in alto mare è forte. Qualche tempo fa una conferenza stampa indetta dal procuratore aggiunto di Bergamo, Massimo Meroni, venne ricordata per il numero impressionante di «non so» e ciò, per un incontro organizzato appunto per chiarire le idee ai giornalisti, è apparso un nonsense.
Ribadendo la volontà di non volerci sostituire agli inquirenti e nel rispetto del loro impegno, ricordiamo qui alcuni dei dubbi che circondano la morte di Yara.

Assassino disorganizzato? – Innanzitutto, si è sempre pensato che ad aggredire a morte Yara sia stato qualcuno che probabilmente conosceva bene la vittima, un approccio sessuale finito male, una reazione inaudita a un rifiuto non preventivato: ma se le cose sono andate così, se ci si trova davanti a un omicida disorganizzato, perché i vestiti di Yara sono stati trovati completamente in ordine? Come si fa a coniugare l’azione frenetica di qualcuno non abituato a uccidere con la cura sopraggiunta dopo l’avvenuta morte? Yara è impensabile che non abbia tentato di difendersi, però pare che tra i suoi capelli ci fosse ancora il cerchietto che teneva in ordine la sua chioma.

Il significato delle ferite – Passiamo al capitolo ferite. Ancor oggi sembra che nessuno abbia ancora capito il perché delle ripetute ferite da arma da taglio rinvenute sul cadavere: polsi, collo, schiena, tutti segni non profondi. Gli inquirenti hanno smentito l’ipotesi che i tagli sulla schiena possano avere un significato simbolico, ma rimane da chiedersi perché l’autore del delitto abbia colpito la ragazzina in una maniera tale da non procurarle la morte. E il sangue che sarebbe dovuto defluire da un corpo in vita, dov’è? Da quel che è stato reso noto negli ultimi quaranta giorni, di sangue sulla scena del delitto ce n’era davvero poco. Perché? Le intemperie hanno pulito il cadavere e la zona attorno a esso oppure quei tagli sono stati inferti quando Yara era già morta e quindi senza più pressione sanguigna in corpo?

Fikri e il cancello – Infine, fa discutere la posizione di Mohamed Fikri, il marocchino in un primo tempo considerato il principale indiziato e poi rilasciato per un errore di traduzione su una sua dichiarazione colta durante un’intercettazione telefonica: nelle scorse settimane è venuta fuori un’altra frase che il giovane avrebbe pronunciato. Fikri pare aver detto: «L’hanno uccisa davanti al cancello».
Cosa voleva dire con quelle parole? Sicuramente qualcuno sarà andato a chiederglielo, specialmente adesso che il marocchino è tornato in Italia.

S. O.