Biotestamento, Rutelli: Subito legge contro giustizia creativa

Ddl sul biotestamento. E’ necessario approvare in tempi rapidi una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Intervistato da ‘Avvenire‘, il leader di Alleanza per l’Italia, Francesco Rutelli, torna a parlare del ddl sul biotestamento che il 27 aprile tornerà in aula alla Camera, esortando il Parlamento a “migliorare il testo”, ma senza “rinunciare alla propria precisa responsabilità. Altrimenti ogni giudice italiano si troverà a dover interpretare ‘creativamente’ questa difficile materia”. La presa di posizione dell’ex democratico giunge proprio mentre infuria la polemica in merito alla recente sentenza con cui la Cassazione ha etichettato come “accanimento terapeutico” le operazioni senza speranza su malati terminali.

No all’eutanasia. ”Non si tratta – riferisce Rutelli al quotidiano cattolico – di materie che riguardano solo i cattolici” ma ”di temi che attraversano la filosofia da venticinque secoli e che indicano la funzione più alta della politica”. Su molti punti del provvedimento, aggiunge l’esponente centrista, ”c’è una larga condivisione: non si deve aprire la porta ad alcuna forma di eutanasia. E’ intoccabile la prerogativa decisionale del paziente cosciente. Non si può stabilire un principio di autodeterminazione assoluto che spinga ad obbligare il servizio sanitario alla soppressione della vita umana. Si devono affermare il ruolo e la responsabilità crescenti del medico di fronte alle rapide trasformazioni scientifiche. La buona applicazione di cure palliative – continua il numero uno dell’Api – è in grado di accompagnare in modo dignitoso, evitando e limitando le sofferenze, gli ultimi tratti di una vita umana che si concluda senza accanimenti. Una maggioranza di parlamentari, che include diversi colleghi di Alleanza per l’Italia, condivide anche il divieto generale di interrompere il sostentamento al paziente incosciente”. Ma, conclude Rutelli, ”tutti sappiamo che questa materia non è riconducibile a vincoli di partito; sarebbe riduttivo, perché ci coinvolge tutti, nel nostro ruolo di rappresentanti delle istanze generali e dei bisogni sociali dei cittadini, e interpella le coscienze libere e responsabili di ciascuno. Ora tocca alla Camera dei deputati: decida di decidere, senza altri rinvii”.

R. E.