Droga: operazione ‘Boutique’ a Vicenza, 31 indagati

Operazione antidroga a Vicenza. Oltre 100 chili di droga sequestrata, tra eroina, cocaina, hascisc e marijuana, e più di 31 indagati: questo il risultato di in una maxi-operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Vicenza, al termine di un’indagine in cui sono stati accertati almeno 2.100 episodi di spaccio. L’operazione, denominata “Boutique” per via dell’enorme varietà delle droghe compravendute, ha consentito ai militari di smantellare un sodalizio criminale di soggetti, di nazionalità marocchina, ghanese ed italiana, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti in vari Comuni del vicentino e del veronese.

Operazione ‘Boutique’. Come riportato dall’Agi, i finanzieri del Comando provinciale di Vicenza, coadiuvati da diverse unità cinofile e dai colleghi di altri Reparti, sono stati impegnati nelle province di Vicenza, Verona, Padova, Bari, Torino e Firenze, nell’esecuzione di 26 perquisizioni e 15 ordinanze di custodia cautelare, di cui 14 in carcere ed una ai domiciliari, disposte dal Gip di Vicenza, dott.ssa Agatella Giuffrida: 13 provvedimenti sono stati già eseguiti. Già nei mesi scorsi, erano state arrestate 16 persone: 8 in flagranza di reato e altre 8 destinatarie di misure cautelari emesse dal Tribunale di Verona e dalla Procura Distrettuale di Torino; 31 sono i soggetti complessivamente indagati, in relazione a 2.163 episodi di spaccio di stupefacente monitorati nel 2010, per un traffico di oltre 100 chilogrammi di eroina, cocaina, hashish e marijuana. Sequestrati oltre 2,5 kg. tra eroina, hashish, cocaina e marijuana e segnalati alle competenti Prefetture e Motorizzazione Civile di Vicenza e Verona, quali consumatori di sostanze stupefacenti, 87 soggetti, anche minorenni. L’organizzazione è stata smantellata grazie anche alla collaborazione dei genitori di alcuni minorenni che, aiutati dalla Guardia di Finanza, hanno iniziato a controllare i figli per verificare se l’abitudine al consumo delle droghe proseguisse. E’ così stato possibile rilevare che tanti giovanissimi si rifornivano, direttamente o meno, da spacciatori italiani ma, per lo più, extracomunitari, sprovvisti di permesso di soggiorno e senza alcuna attività lavorativa, che facevano largo uso di utenze mobili intestate a nomi di fantasia o a persone inconsapevoli. Le intercettazioni hanno fugato tutti i possibili, dubbi: il riferimento costante ai termini “Paese, Ragazzo, Vicino di casa, Caffe’, Panino” per indicare l’hashish ovvero a parole quali “Ragazza, Mano, Colazione, Birra”, “Ciabatta”, “Sandalo”, “Coscia di pollo”, per indicare la cocaina e/o l’eroina, hanno subito reso chiaro il contesto. Molti degli indagati avevano precedenti penali per vari reati, oltre allo spaccio di droga (violenza sessuale aggravata, rapina, resistenza a pubblico ufficiale, minacce, illecita detenzione di armi, ricettazione).