I precari tornano in piazza: Non possiamo più aspettare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:29

Precari in piazza – Tornano a riempirsi le piazze di Roma, Napoli e di tante altre città italiane. E’ la giornata della protesta dei precari: nelle piazze ragazzi, stagisti, ricercatori, laureati costretti nei call center, per le manifestazioni organizzate da “Il nostro tempo è adesso“. Magliette gialle con un punto esclamativo e, tra gli slogan: “Noi il futuro, voi una barzelletta”.

Lo slogan –Noi il futuro, voi una barzelletta“, è lo slogan degli studenti medi e universitari. “Il nostro tempo è adesso, spiegano gli organizzatori, non siamo più disposti ad aspettare, siamo stanchi di sentirci dire siete il futuro del Paese mentre si tagliano fondi alle scuole e alle università. Non siamo più disposti ad ascoltare, ancora una volta, le barzellette dei politici, che tentano di nascondersi dietro una squallida ironia perché incapaci di affrontare i veri problemi di questo Paese“.
Proteste anche dai ricercatori, “siamo qui non solo per riaffermare la dignità del nostro lavoro, ma per ricordare che senza la ricerca e la valorizzazione dei giovani ricercatori tutto il Paese è destinato a crollare“.

Le piazze – Almeno diecimila giovani precari sfilano a piazza della Repubblica a Roma. Con camion, carri e striscioni. Tanta musica e decine di slogan sulla condizione precaria. “Welfare universale Reddito Pensioni”. “Vogliamo occupazioni non preoccupazioni”. “La vita non aspetta, liberiamoci dalla precarietà”. “Reddito e saperi contro la precarietà”. “LavoreRai?”.
A Napoli alcuni docenti avevano stampata sulla fronte la data di scadenza del loro contratto e la cifra dell’ultimo stipendio percepito. Qualche ricercatore aveva in mano la raffigurazione di un cervello spremuto. Così con alcuni eloquenti simboli si è voluto ribadire il no al precariato in tutte le sue forme nella manifestazione promossa a Napoli dal comitato ‘Il nostro tempo e’ adesso’.
Ad Ancona sono 3500 i giovani precari che stanno manifestando insieme al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Camusso: “Ai giovani rubano il diritto di sentirsi cittadini” – Il Paese non ce la farà se non ripartirà dal lavoro, dalla creazione di lavoro per chi non ce l’ha, dal lavoro certo per chi oggi è precario e dalla difesa del nostro apparato industriale per chi vede un destino di cassa integrazione. Ai giovani invece stiamo rubando la cosa più preziosa, il diritto di sentirsi cittadini, di essere loro sul palco, e non a sbirciare dietro le quinte“. Il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso ha scelto Ancona per parlare in favore dei giovani davanti ad una platea di 3500 persone.

Vendola: “I giovani sono la generazione del ‘lavoro mai” –  “La precarietà è un ‘sine pena mai’ per un’intera generazione“, dice il leader di Sel Nichi Vendola che partecipa alla manifestazione dei precari questo pomeriggio a Roma.
In questo momento Sacconi e il premier dicono che l’Italia è il paese della cuccagna, è il paese che non ha lasciato nessuno abbandonato. Ma non è così. E’ successo un fatto inedito, i ceti medi, con il berlusconismo, si sono squagliati. Oggi c’è una implementazione della ricchezza speculativa in alto e una povertà nuova in basso“, ha concluso Vendola.

Matteo Oliviero

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