Immigrazione: Italia sempre più sola, dopo la Francia arriva il no della Germania

Roma – Dopo il vertice con Parigi in cui sono state stabilite le condizioni per l’applicazione dell’accordo sulla libera circolazione, un piano per un pattugliamento comune delle coste tunisine, anche la Germania  dimostra di essere contro il via libera italiano ai profughi e annuncia che solleverà la questione alla riunione europea di lunedì.
Interviene il Capo dello Stato e chiede più coesione sulla questione in ambito Ue.
Fini bacchetta l’Europa e la Lega.

Il no di Malta e Germania –
 Maroni ieri ha incontrato il Ministro degli interni francese, Claude Gueant. Un incontro in cui sono state stabilite le condizioni per la libera circolazione in Europa dei migranti che avranno il permesso temporaneo rilasciato dal governo Italiano, e in cui si è pianificato un pattugliamento comune delle coste tunisine.
Ma per l’Italia si aprono due nuovi fronti, dopo quello francese, sia con Germania che con Malta. Ieri il portavoce del ministro dell’Interno tedesco ha detto che la decisione dell’Italia di accordare permessi temporanei ai migranti tunisini “è contraria allo spirito di Schengen e la Germania solleverà la questione lunedì alla riunione ministeriale Ue di Lussemburgo”.
Mentre il ministro dell’Interno maltese, Carm Mifsud Bonnici, ha accusato le autorità italiane di essere “irresponsabili  per essersi rifiutate di accogliere 171 migranti soccorsi in mare da una motovedetta maltese. Gli italiani hanno violato i loro obblighi giuridici e umanitari e l’atteggiamento è sbagliato quando si tratta di tali circostanze“, ha affermato Bonnici.

Napolitano – A seguito delle polemiche scoppiate ieri in Europa tra Italia, Francia, Germania e Malta, è intervenuto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha auspicato “ scelte più coese” rilanciando la necessità di una politica comune europea sul tema dell’immigrazione. “Si è fatta fatica a rendere efficaci delle regole comuni in materia sia di immigrazione che di asilo, due fenomeni che spesso si confondono ma restano diversi“.

Fini contro la Lega –E’ un paradosso che  nello stesso momento in cui risulta evidente a tutti che l’Unione Europea deve avere politiche comuni, l’Unione Europea balbetta. Le istituzioni europee appaiono inadeguate rispetto alle sfide. Proprio oggi che servono politiche comuni, si hanno maggiori difficoltà”.
“La Lega Adesso invoca l’intervento dell’Ue dopo averla sempre contrastata in passato. La Lega ha ragione quando chiede adesso un intervento da parte dell’Europa però in passato lottava contro ogni cessione di sovranità all’Unione europea preferendo un piccolo e gretto nazionalismo
” commenta il presidente della Camera.

Matteo Oliviero