Lodo Mondadori, Berlusconi: Una rapina a mano armata

Berlusconi, elezioni e processi. “Vinceremo le amministrative, come abbiamo vinto le altre elezioni e in seguito ci dedicheremo a una riorganizzazione del partito che guardi al futuro con nuovo slancio”. Usa toni trionfalistici il presidente del Consiglio, intervenendo al convegno dei cofondatori del Pdl organizzato da Gianfranco Rotondi. E promette di prendere in mano le redini del partito, nel tentativo di ricompattare le varie e spesso litigiose sue anime.

I processi? Non mi preoccupano. La parte principale dell’ennesimo show è, però, dedicata come da copione all’attacco alla magistratura. “Questi processi non mi hanno mai impensierito, ma hanno gettato fango sul paese . In giro per il mondo – spiega il premier – non fa bene avere un presidente del Consiglio che in casa ha una magistratura addosso che lo accredita di 31 accuse. Tutto questo mi ha tolto un po’ di serenità, ma non sono preoccupato“. Da qui, a detta del Cavaliere, la necessità di “una riforma della giustizia che separi gli ordini e abolisca i partiti all’interno della magistratura, ormai diventato un organo politico che boccia le leggi impugnate dai giudici di sinistra“.
Lodo Mondadori, una rapina a mano armata. Ora “contro di me è in atto anche un attacco patrimoniale: a Milano c’è un giudice (Raimondo Mesiano, ndr), di cui potrei dire molto, che ha formulato un risarcimento di 750 milioni di euro per la tessera numero 1 del Pd, De Benedetti, per un lodo a cui la Mondadori fu costretta. E’ una rapina a mano armata“, aggiunge Berlusconi, ricostruendo la vicenda in maniera sommaria, con l’intreccio Fininvest-Mondadori-Gruppo Espresso. “Alla Mondadori, che ha 252 milioni di valore, si chiede di risarcirne 750. Definire questo fatto una rapina a mano armata è il minimo”, ribadisce il capo del Governo. Infine l’ennesimo attacco ai magistrati, che anche quando “sbagliano non pagano mai“.

R. E.