Napolitano: Ue sia più coesa

Ue, il nodo dell’integrazione. Alla vigilia  del vertice informale dei capi di Stato del cosiddetto ‘Arraiolos group‘ a Budapest, incontro che ha come obiettivo “un informale scambio di idee sulle tematiche europee”, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si sofferma sul tema dell’integrazione Ue, anche alla luce delle recenti rivolte in Nord Africa e del conseguente allarme immigrazione.

Il Colle: Avanti verso l’integrazione. Napolitano, ospite stamane al convegno ‘Italia in Europa. L’Italia e la Danimarca’, ha dunque parlato della necessità di una maggiore integrazione tra i paesi comunitari: “Ogni passo sulla via dell’integrazione – che io ritengo sempre più necessaria, nella sfera monetaria e della politica economica ma anche in quella delle relazioni internazionali – deve poter trovare un riscontro positivo nel pubblico nazionale. Se questo richiede tempo e leadership politica, ben vengano – ha dichiarato il presidente della Repubblica  – L’integrazione europea non deve temere né il dibattito né lo scrutinio della società civile. Sono esigenze profondamente avvertite in Danimarca – e che vanno rispettate purché non ostacolino il cammino più spedito di altri Stati membri. Ci ritroveremo poi all’arrivo”.

Emergenza immigrazione. “In Europa è necessario e possibile parlare con una sola voce anche sui temi dell’immigrazione”, perché “ci sono molte direttive e linee guida delle istituzioni europee sul tema ma evidentemente un chiarimento è necessario”, ha dunque rimarcato il capo dello Stato. “Lo vediamo in questo momento in cui stiamo anche affrontando ‘vis a vis’ ciò che accade in Tunisia e Libia. C’è una nuova emergenza che noi dobbiamo affrontare con precise posizioni sull’interpretazione delle regole di Schengen”. “Alle persone che arrivano in Sicilia illegalmente e che non cercano asilo dobbiamo dare una risposta”, perché “queste persone, che devono essere accolte dignitosamente – ha concluso- hanno aspirazioni di una vita migliore e di un lavoro alle quali rispondere sulla base delle nostre possibilità”.

Arraiolos group. Il vertice di Budapest, che vedrà la presenza dei capi di Stato di Italia, Germania, Lettonia, Ungheria, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia e Finlandia, e che sarà diviso in tre sessioni plenarie di lavoro, si concluderà con una conferenza stampa che avrà luogo nella mattinata di sabato, 9 aprile. A fare gli onori di casa il presidente ungherese Pal Schmitt. L’Ungheria detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Dopo Arraiolos, la cittadina portoghese dove nel 2003 si svolse la prima riunione del genere, il gruppo di Capi di Stato che si riunisce domani si è già incontrato, negli anni scorsi, a Helsinki, Dresda, Riga, Graz e Napoli.