Bce, pronta a impegnarsi subito per il Portogallo e per l’inflazione

Dopo la decisione di giovedì di aumentare i tassi di interesse all’1,25%, venerdì il presidente della Bce Jean Claude Trichet ha stabilito, in linea con i ministri delle finanze dell’Unione Europea riuniti a Budapest, che la Banca Centrale Europea è pronta ad aiutare il Portogallo.

Le riforme indispensabili. Come precisato da Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici e monetari, una condizione imprescindibile per ricevere l’assistenza internazionale è l’adozione, da parte del governo lusitano, di un ampio pacchetto di misure miranti ad un drastico aggiustamento della situazione fiscale interna, un ampio programma di privatizzazioni, riforme strutturali e misure per mantenere il sistema bancario liquido e solvibile. Solo così potrà ripristinarsi la fiducia dei mercati nell’area euro.
In concreto, per ricevere assistenza finanziaria, entro la metà del prossimo mese il parlamento portoghese dovrà redigere un pacchetto di riforme che abbia ampio appoggio politico.
E ciò implica che i partiti politici portoghesi dovranno trovare un accordo sul programma prima delle elezioni che si terranno il 5 giugno 2011.

Nuovi rialzi dei tassi? Per gli addetti ai lavori la mossa della Bce di aumentare il costo del denaro non resterà isolata. Prima di questa settimana i tassi di interesse erano fermi da quasi due anni. L’ultima mossa della Banca Centrale Europea sui tassi di riferimento è datata 7 maggio 2009 e si trattò di un taglio di un quarto di punto percentuale.
A termine della riunione in cui si è decretata la manovra deflattiva, Jean Claude Trichet, numero uno dell’istituto centrale, ha dichiarato che, nonostante la scelta dell’aumento, la politica monetaria dell’Eurozona resta “accomodante”, facendo notare che i saggi di interesse sulla curva dei tassi restano nella zona bassa e che la decisione è stata presa all’unanimità.
Trichet, però, ha anche confermato che la Bce non ha ancora deciso se il rialzo di questi giorni sarà il primo di una serie di ritocchi, visto che in questo momento è la crescita dei prezzi ad essere sotto osservazione, soprattutto dopo l’aumento del prezzo delle materie prime che potrebbe generare una temutissima spirale inflazionistica.
Il presidente Bce ha ribadito, ancora, che è indispensabile che diversi Paesi dell’area euro devono rivedere le posizioni dei loro bilanci.
Gli esperti, comunque,  reputano certo un aumento totale del tasso di riferimento dello 0,75% entro massimo due anni.

Marco Notari